Non sono un poeta, come ho già più volte segnalato, e indubbiamente è un periodo in cui il lavoro mi sta travolgendo abbastanza.
Mi sono quindi venute in mente queste parole che testimoniano con chiarezza quanto io abbia bisogno di una vacanza.
Vita moderna
E mi muovo alla velocità della luce,
cercando di declinare veloce
azioni che ricordano in modo atroce
che presto cesserà la mia voce.
Ora torno a lavorare, che è meglio.
Venerdì scorso, poi, dopo la presentazione di Leoni, in un momento di autolesionismo ho mangiato due hamburger da McDonald e sono andato a vedere il Poetry Slam alla Stazione di Confine (l'autolesionismo è riferito agli hamburger, non alle poesie; anche se taluno potrebbe pensare il contrario).
Dire che ho avuto qualche problema a raggiungere la Stazione di Confine, posta in cima ad una Via Pisana a senso unico, in una zona funestata da cantieri e strade interrotte per lavori, è un eufemismo.
Basti rilevare che sono finito due volte a Scandicci e, alla fine, non trovando altra soluzione, mi sono fatto un lungo tratto di via Pisana chiusa al traffico bucando un enorme cartello di divieto di accesso (si può essere multati per confessioni rese sul blog? Direi di no: come testimoniano il mio romanzo e i miei racconti, sono uno che si immagina storie e fatti non realmente accaduti. Tutto quanto sopra detto è solo una drammatizzazione che non ha alcuna attinenza con la realtà. Detto questo posso proseguire nuovamente tranquillo).
Insomma, mi sono perso le eliminatorie e ho visto solo il girone finale dello scontro tra poeti. Come mi aveva preannunciato Rosaria Lorusso, più che a poesia ho assistito al "cabaret della poesia", con il pubblico che applaudiva e rideva spesso e volentieri. Simpatici i poeti, e bravi a recitare i loro testi. Alla fine ha vinto Tommaso Lisa, se non erro.
Al termine dell'esibizione mi sono trattenuto lungamente a un tavolo ingombro di bottiglie di birra insieme a Fabio e Fabrizio, due bloggers conosciuti alla cena dei bloggers fiorentini del 14 aprile 2007. Siamo rimasti a conversare fino a quando non sono venuti a spengere le luci del locale. Ottima serata; ci siamo ripromessi di rincontrarci al più presto, senza lasciar passare altri sei mesi. Ci sarà occasione: è previsto che ci sia un poetry slam ogni mese.
Io ho un rapporto non molto felice con la poesia (anche se ho pure scritto alcune cose che, non sapendo bene come definire, ho per semplicità catalogato come Poesie).
Per rimediare un po', e per dare una mano a questo ramo negletto della letteratura italiana contemporanea (la tiratura media di un libro di poesia nel 2005 è stata di 917 copie), penso sia giusto pubblicizzare questa iniziativa segnalatami da Rosaria Lo Russo (nota poetessa e performer mia coetanea, che vanta una biografia impressionante, come potrete leggere sul suo sito, ma, purtroppo per lei, poco conosciuta al di fuori degli appassionati del settore. Se su Google si digita "rosaria lo russo" spuntano però fuori 13.200 pagine).
Stazione di Confine
Via Attavante 5 Firenze, traversa di via Pisana zona Ponte a Greve
Tel. 0557320812
VENERDÌ 23 novembre ore 21.15
Cominciano al Caffè STAZ_ON_AIR una serie di incontri dedicati al “POETRY SLAM”: un evento di cui andiamo orgogliosi!
Il Poetry Slam nasce negli Stati Uniti negli anni ’80 ed è sostanzialmente una gara di poesia in cui diversi poeti leggono sul palco i propri versi e competono tra loro, valutati da una giuria composta estraendo a sorte cinque elementi del pubblico, sotto la direzione dell’Emcee (Master of Cerimony), come dicono in America, mutuando il termine dallo slang Hip Hop. Quello che ci ha immediatamente colpito è la brevità delle poesie presentate (3 minuti) e visto che la LIIT organizza Il Festival di Corti teatrali “In breve…” è stato amore a prima vista.
Lo slam ha enorme successo in America, Canada, Inghilterra, Germania ed ora anche in Italia. Lo slam è un modo nuovo e assolutamente coinvolgente di proporre la poesia ai giovani, una maniera inedita e rivoluzionaria di ristrutturare i rapporti tra il poeta e il ‘pubblico della poesia’.
Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione di noti poeti/performer fiorentini come MARCO SIMONELLI (l’EMMECI della serata) e ROSARIA LO RUSSO (presidente della giuria popolare) che hanno selezionato tra le richieste pervenuteci i primi sei “coraggiosi” che si esibiranno nella prima “tenzone” al Caffè STAZ_ON_AIR; in palio oltre alla gloria e al piacere di far conoscere i propri versi senza lasciarli ammuffire in un cassetto i fantastici “tarallucci e vino” del nostro grande bar.
Ai poeti sarà concesso di usare solo la voce: niente musica, niente costumi: solo il corpo del poeta, la sua vocalità ed abilità nel performare e nel comunicare e, naturalmente, i suoi testi.
I Poeti partecipanti saranno: Tommaso Lisa, Vera D’atri, Silver, Massimo Acciai, Andrea Cantucci, Luca Cini.
INGRESSO GRATUITO
Ufficio stampa Alessandra Pagliai 338 3309866
Per maggiori informazioni alla stampa: 334 11 64 801 – Fiamma Negri
Dopo la pausa estiva, torno a postare la mia consueta Occasionissima del lunedì.
L'occasionissima di oggi è una poesia, anche, se, lo dico subito, io non sono affatto un poeta (e lo si vede, commenterà certo qualcuno, dopo aver scorso la piccola parte "poetica" del mio sito).
La poesia è Nel mio piccolo e inizia così:
Prendo spunto da un commento al precedente post per pubblicare le seguenti riflessioni (non la considero neppure una poesia; io non sono un poeta. Diciamo che sono pensieri in cui vado a capo spesso).
Perché fa così male?
Il mondo è pieno
di cose che non avrò
ma non c’è motivo
che le debba avere proprio io;
e allora mi chiedo
perché questo
fa così male.
Desideri mitici insoddisfatti
inquinano il mio tempo presente
il mio passato
e il mio futuro.
Capisco
che essere o avere altro
non risolverà il mio problema;
e allora mi chiedo
perché questo
fa così male.
Ci dev’essere un modo,
dico,
per lasciare
che i desideri
ci scivolino addosso
senza trafiggerci
senza avvelenarci
senza esserci.
Devo non volere
non vedere
e non voltarmi;
con lo sguardo fisso innanzi
gustare il presente
e non distrarmi
a desiderare il niente.
E allora mi chiedo
perché questo
fa così male.
Consentitemi ogni tanto una poesia. Si chiama Pensieri.
Tranquilli: ne ho scritte in tutto meno di una decina.
Cieli semplici attirano il mio sguardo,
la terra, morbida di acqua e primavera,
cattura le mie suole
ed io rimiro immobile un paesaggio e un cavallo
calmi ambedue
ed ambedue eterni.
Per un breve istante la mia mente è vuota,
le voci degli amici rumori senza senso.
Se tu fossi qui
ti stringerei forte.