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Blog di Sergio Calamandrei www.calamandrei.it

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Utente: scriverecala
Nome: Sergio Calamandrei
Mi piace scrivere. Prima l'ho fatto solo per me, poi ho creato www.calamandrei.it, quindi ho pubblicato il romanzo: L'UNICO PECCATO - Amore e morte alla Biblioteca Nazionale di Firenze. Ora vado avanti, con vari racconti e un sequel. ..................e-mail= scrivere[chiocciola]calamandrei.it

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lunedì, 28 luglio 2008

Vita moderna

Non sono un poeta, come ho già più volte segnalato, e indubbiamente è un periodo in cui il lavoro mi sta travolgendo abbastanza.

Mi sono quindi venute in mente queste parole che testimoniano con chiarezza quanto io abbia bisogno di una vacanza.

 

Vita moderna

E mi muovo alla velocità della luce,

cercando di declinare veloce

azioni che ricordano in modo atroce

che presto cesserà la mia voce.

 

 

Ora torno a lavorare, che è meglio.

postato da: scriverecala alle ore 14:24 | link | commenti (4)
categorie: poesie, vita vissuta, miei scritti
mercoledì, 28 novembre 2007

Poeti a tutta birra

Venerdì scorso, poi, dopo la presentazione di Leoni, in un momento di autolesionismo ho mangiato due hamburger da McDonald e sono andato a vedere il Poetry Slam alla Stazione di Confine (l'autolesionismo è riferito agli hamburger, non alle poesie; anche se taluno potrebbe pensare il contrario).

Dire che ho avuto qualche problema a raggiungere la Stazione di Confine, posta in cima ad una Via Pisana a senso unico, in una zona funestata da cantieri e strade interrotte per lavori, è un eufemismo.

Basti rilevare che sono finito due volte a Scandicci e, alla fine, non trovando altra soluzione, mi sono fatto un lungo tratto di via Pisana chiusa al traffico bucando un enorme cartello di divieto di accesso (si può essere multati per confessioni rese sul blog? Direi di no: come testimoniano il mio romanzo e i miei racconti, sono uno che si immagina storie e fatti non realmente accaduti. Tutto quanto sopra detto è solo una drammatizzazione che non ha alcuna attinenza con la realtà. Detto questo posso proseguire nuovamente tranquillo).

Insomma, mi sono perso le eliminatorie e ho visto solo il girone finale dello scontro tra poeti. Come mi aveva preannunciato Rosaria Lorusso, più che a poesia ho assistito al "cabaret della poesia", con il pubblico che applaudiva e rideva spesso e volentieri. Simpatici i poeti, e bravi a recitare i loro testi. Alla fine ha vinto Tommaso Lisa, se non erro.

Al termine dell'esibizione mi sono trattenuto lungamente a un tavolo ingombro di bottiglie di birra insieme a Fabio e Fabrizio, due bloggers conosciuti alla cena dei bloggers fiorentini del 14 aprile 2007. Siamo rimasti a conversare fino a quando non sono venuti a spengere le luci del locale. Ottima serata; ci siamo ripromessi di rincontrarci al più presto, senza lasciar passare altri sei mesi. Ci sarà occasione: è previsto che ci sia un poetry slam ogni mese.

postato da: scriverecala alle ore 15:49 | link | commenti (8)
categorie: poesie, vita vissuta
martedì, 20 novembre 2007

Poetry slam - Rosaria Lo Russo

Io ho un rapporto non molto felice con la poesia (anche se ho pure scritto alcune cose che, non sapendo bene come definire, ho per semplicità catalogato come Poesie).

Per rimediare un po', e per dare una mano a questo ramo negletto della letteratura italiana contemporanea (la tiratura media di un libro di poesia nel 2005 è stata di 917 copie), penso sia giusto pubblicizzare questa iniziativa segnalatami da Rosaria Lo Russo (nota poetessa e performer mia coetanea, che vanta una biografia impressionante, come potrete leggere sul suo sito, ma, purtroppo per lei, poco conosciuta al di fuori degli appassionati del settore. Se su Google si digita "rosaria lo russo" spuntano però fuori 13.200 pagine).

Stazione di Confine
Via Attavante 5 Firenze, traversa di via Pisana zona Ponte a Greve
Tel. 0557320812

VENERDÌ 23 novembre ore 21.15

Cominciano al Caffè STAZ_ON_AIR una serie di incontri dedicati al “POETRY SLAM”: un evento di cui andiamo orgogliosi!

Il Poetry Slam nasce negli Stati Uniti negli anni ’80 ed è sostanzialmente una gara di poesia in cui diversi poeti leggono sul palco i propri versi e competono tra loro, valutati da una giuria composta estraendo a sorte cinque elementi del pubblico, sotto la direzione dell’Emcee (Master of Cerimony), come dicono in America, mutuando il termine dallo slang Hip Hop. Quello che ci ha immediatamente colpito è la brevità delle poesie presentate (3 minuti) e visto che la LIIT organizza Il Festival di Corti teatrali “In breve…” è stato amore a prima vista.
Lo slam ha enorme successo in America, Canada, Inghilterra, Germania ed ora anche in Italia. Lo slam è un modo nuovo e assolutamente coinvolgente di proporre la poesia ai giovani, una maniera inedita e rivoluzionaria di ristrutturare i rapporti tra il poeta e il ‘pubblico della poesia’.
Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione di noti poeti/performer fiorentini come MARCO SIMONELLI (l’EMMECI della serata) e ROSARIA LO RUSSO (presidente della giuria popolare) che hanno selezionato tra le richieste pervenuteci i primi sei “coraggiosi” che si esibiranno nella prima “tenzone” al Caffè STAZ_ON_AIR; in palio oltre alla gloria e al piacere di far conoscere i propri versi senza lasciarli ammuffire in un cassetto i fantastici “tarallucci e vino” del nostro grande bar.
Ai poeti sarà concesso di usare solo la voce: niente musica, niente costumi: solo il corpo del poeta, la sua vocalità ed abilità nel performare e nel comunicare e, naturalmente, i suoi testi.
I Poeti partecipanti saranno: Tommaso Lisa, Vera D’atri, Silver, Massimo Acciai, Andrea Cantucci, Luca Cini.
INGRESSO GRATUITO
Ufficio stampa Alessandra Pagliai 338 3309866
Per maggiori informazioni alla stampa: 334 11 64 801 – Fiamma Negri

  

 

postato da: scriverecala alle ore 10:55 | link | commenti (1)
categorie: poesie, miei scritti
lunedì, 17 settembre 2007

L'occasionissima del lunedì: nel mio piccolo

Dopo la pausa estiva, torno a postare la mia consueta Occasionissima del lunedì.

Ogni lunedì consiglio infatti ai visitatori del blog uno dei miei scritti presenti sul mio sito ufficiale, se così si può definire, www.calamandrei.it.

L'occasionissima di oggi è una poesia, anche, se, lo dico subito, io non sono affatto un poeta (e lo si vede, commenterà certo qualcuno, dopo aver scorso la piccola parte "poetica" del mio sito).

 La poesia è Nel mio piccolo e inizia così:

Quarant’anni
sono la parola magica
che mi costringe a vivere.

 

giovedì, 05 luglio 2007

Perchè fa così male?

Prendo spunto da un commento al precedente post per pubblicare le seguenti riflessioni (non la considero neppure una poesia; io non sono un poeta. Diciamo che sono pensieri in cui vado a capo spesso).

Perché fa così male?

Il mondo è pieno
di cose che non avrò
ma non c’è motivo
che le debba avere proprio io;
e allora mi chiedo
perché questo
fa così male.

Desideri mitici insoddisfatti
inquinano il mio tempo presente
il mio passato
e il mio futuro.

Capisco
che essere o avere altro
non risolverà il mio problema;
e allora mi chiedo
perché questo
fa così male.

Ci dev’essere un modo,
dico,
per lasciare
che i desideri
ci scivolino addosso
senza trafiggerci
senza avvelenarci
senza esserci.

Devo non volere
non vedere
e non voltarmi;
con lo sguardo fisso innanzi
gustare il presente
e non distrarmi
a desiderare il niente.

E allora mi chiedo
perché questo
fa così male.

 

postato da: scriverecala alle ore 10:16 | link | commenti (3)
categorie: poesie, miei scritti, è anche sul mio sito
venerdì, 20 aprile 2007

Istanti

All’inizio avevo pensato di scrivere un post che contenesse solo questa poesia:
 
ISTANTI
Se potessi vivere di nuovo la mia vita.
Nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non cercherei di essere
così perfetto, mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto non lo sia già stato,
di fatto prenderei ben poche cose sul serio.
Sarei meno igienico.
Correrei più rischi,
farei più viaggi,
contemplerei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei in più fiumi.
Andrei in più luoghi dove mai sono stato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.
Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto
della loro vita sensati e con profitto;
certo mi sono preso qualche momento di allegria.
ma se potessi tornare indietro, cercherei
di avere soltanto momenti buoni.
Che, se non lo sapete, di questo
è fatta la vita,
di momenti: non perdere l'adesso.
Io ero uno di quelli che mai
andavano da nessuna parte senza un termometro,
una borsa dell'acqua calda, un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.
Se potessi tornare a vivere
comincerei ad andare scalzo all'inizio
della primavera
e resterei scalzo sino alla fine dell'autunno.
Farei più giri in calesse,
guarderei più albe
e giocherei con più bambini,
se mi trovassi di nuovo la vita davanti.
Ma vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.
 
Jorge Luis Borges
 
 
Il post avrebbe potuto benissimo chiudersi qui.
Il tema di questa notissima poesia di Borges infatti splende forte e chiaro, senza necessità di ulteriori precisazioni.
Al limite, se avessi voluto fare un po’ di pubblicità al mio romanzo avrei potuto aggiungere che ho citato alcuni versi di questa poesia ne L’unico peccato (ecco: l’ho fatta, la pubblicità).
 
Ma, dato che sinceramente sono un po’ precisino, ho voluto cercare in internet il nome del libro in cui la poesia è stata pubblicata e digitando su Google “borges istanti” ho trovato circa 9.500 pagine.
Girando tra di esse mi sono imbattuto nel testo originale in spagnolo e in varie versioni della traduzione in italiano. Ma non trovavo mai il riferimento alla pubblicazione.
 
Poi sul forum di www.riflessioni.it ho trovato un commento che segnalava che il brano è erroneamente attribuito a Borges mentre parrebbe essere in realtà una traduzione della poesia "If I Had My Life to Live Over " di Nadin Stairs. Qualcun altro attribuisce il testo al caricaturista americano Don Herold che avrebbe pubblicato una prosa molto simile nel 1953.
 
Alla fine sono arrivato a un articolo molto completo di Ivan Almeida del Borges Center dell’Università dell’Iowa Jorge Luis Borges, autor del poema ”Instantes”  dove si ricostruisce tutta la storia dell’attribuzione a Borges del brano (non solo su internet ma anche su riviste letterarie), peraltro confermata in una intervista a Borges che Almeida dimostra essere falsa a causa di alcuni anacronismi in essa contenuti.
L’articolo è in spagnolo, ma è molto interessante (con un po’ di pazienza lo spagnolo riesce a leggerlo anche chi, come me, non ha studiato quella lingua). Peraltro lo studioso segnala l’indignazione degli appassionati borgessiani quando si cerca di dimostrare loro che la poesia non è di Borges. Molti, infatti, non accettano che questo brano non sia del grande argentino.
Borges, di sicuro, sarebbe molto divertito da tutta questa vicenda.
 
In conclusione:
1)     la poesia è comunque molto bella e fa meditare;
2)     non bisogna mai credere ciecamente a quello che ci viene detto;
3)     io ho citato nel mio libro i versi attribuendoli a Borges facendo per sempre la figura del pollo (sono in buona compagnia, però).
postato da: scriverecala alle ore 10:13 | link | commenti (4)
categorie: poesie, borges, è anche sul mio sito
mercoledì, 11 aprile 2007

Pensieri

Consentitemi ogni tanto una poesia. Si chiama Pensieri.

Tranquilli: ne ho scritte in tutto meno di una decina.


Cieli semplici attirano il mio sguardo,

la terra, morbida di acqua e primavera,

cattura le mie suole

ed io rimiro immobile un paesaggio e un cavallo

calmi ambedue

ed ambedue eterni.

Per un breve istante la mia mente è vuota,

le voci degli amici rumori senza senso.

Se tu fossi qui 

ti stringerei forte.

 

postato da: scriverecala alle ore 08:53 | link | commenti (2)
categorie: poesie, miei scritti, è anche sul mio sito