Nei commenti al precedente post, Cristina mi chiede se ho un profilo su aNobii.
ANobii è una comunità dove i suoi membri delineano il loro profilo inserendo le schede dei libri che hanno letto.
L'inserimento della scheda del libro e dell'immagine di copertina avviene in automatico semplicemente digitando il codice ISBN del libro. Penso che il programma vada a pescare copertina e scheda su IBS o altro sito simile.
L'aspetto interessante della comunità è che segnala gli altri membri che hanno liste di libri letti simili, con selezioni per città e altri parametri. E' possibile farsi Amici e lasciare commenti.
L'idea di rappresentarsi sulla base dei libri letti mi piace e la trovo giusta. Tanto è vero che già da un pezzo ho predisposto una pagina del mio sito che si chiama La mia biblioteca e che si apre così:
Una persona è formata dall’insieme delle esperienze che ha vissuto.
Esperienze reali, ma anche virtuali.
Noi quindi siamo la somma degli eventi reali e delle persone che abbiamo incontrato ma siamo anche composti dai film che abbiamo visto, dalla televisione che abbiamo bevuto e trangugiato e dai libri che abbiamo letto.
Io penso che i libri siamo molto importanti nella formazione di una persona e mi piacerebbe quindi ricostruire la mia storia sulla base dei libri che ho letto.
In quella pagina, e in alcune sotto-pagine, frugando nella mia libreria e in quella dei miei genitori, ho iniziato ad inserire la lista dei più di 500 libri che ho letto in vita mia.
Per ora ho messo on line diversi ITALIANI e una parte della sezione GIALLI (oltre alla lista completa dei libri letti dal dicembre 2006 ad oggi e alla lista dei libri da leggere).
Per ogni libro cerco di ricostruire anche l'età approssimata in cui l'ho letto e spesso inserisco dei commenti, cosicchè l'opera mi appare improba e destinata a completarsi in tempi lunghi.
Essendomi affaticato in questa impresa, non ho quindi per ora ritenuto opportuno inserirmi su aNobii. Per come sono messo, dovrei stipendiare qualcuno per digitare tutti i codici ISBN dei miei libri on line.
Segnalo che uno dei membri più popolari di aNobii è QfwfQ di Firenze, mentre, tra quelli che capitano da queste parti, ha un profilo Akio (al quale rendo merito per aver indicato L'unico peccato nella sua lista).
Come mio post di Natale, vorrei segnalare un post sui cyber rapporti (un modo di definire i rapporti che si creano tra bloggers) di Sedge.
Condivido in pieno le sue sensazioni sui cyber rapporti.
Spesso mi capita di scrivere un post e di immaginarmi come reagiranno ad esso i singoli blogger che so venirmi a leggere ogni giorno. Qualche volta posto qualcosa che sono sicuro interesserà (e spero piacerà) specificamente a taluni di loro, talvolta scrivo cose più indirizzate ad altri.
Secondo me, più che l'amicizia vera e propria, la caratteristica fondamentale di questi cyber rapporti è la stima reciproca.
Le persone ti dedicano del tempo perchè ti apprezzano e tu dedichi parte del tuo tempo a loro per lo stesso motivo.
Ringrazio quindi i bloggers e i non bloggers che passano di qui e auguro a tutti buone feste.
Ieri sera c’è stato un felice incontro tra la realtà virtuale e quella fisica.
Ho partecipato a una cena di bloggers fiorentini organizzata da www.bloggerfiorentini.splinder.com , un sito dedicato a Firenze dove postano più di un centinaio di bloggers che abitano qui, segnalando tutto ciò di interessante che accade in città.
A cena eravamo in ventitre (credo), quasi tutti che si incontravano per la prima volta. Malgrado l’iniziale non conoscenza reciproca dei partecipanti la serata è stata molto piacevole e divertente, aiutata in questo dalla evidente voglia di ogni commensale di aprirsi agli altri.
E questa è una cosa che mi ha fatto riflettere, dato che in condizioni normali i fiorentini tendono a mantenere una certa distanza con gli sconosciuti e a rifugiarsi nei propri gruppi consolidati. Ma, a parte il fatto che c’erano diverse persone trasferitesi a Firenze da altre città, l’integrazione è stata originata dalla forte voglia che avevano tutti di relazionarsi con gli altri. Non per niente, trattavasi di bloggers.
Già, erano bloggers.
E, detto tra noi, non erano gente strana, pazza o forzatamente stravagante. Erano tutte persone mediamente normali, che se avessi incontrato in altre occasioni non mi sarebbe venuto da pensare che postavano ogni giorno su internet. La cosa mi ha un po’ stupito, perché, a dire il vero, mentre guidavo nelle oscure campagne di San Donnino per arrivare alla pizzeria, il timore che forse stavo per andarmi ad infilare in una gabbia di matti mi era un po’ venuto.
Queste considerazioni sulla, in un certo senso, sorprendente normalità dei partecipanti le aveva fatte anche qualcun altro dei commensali.
Molti di noi quindi, quando scrivono sul blog, forse si vedono come una persona normale, solo un filino diversa dagli altri, che sente il bisogno di esprimere qualcosa, ma ritengono questa loro “normalità” una eccezione rispetto alla presunta eccentricità della massa dei bloggers.
Secondo me, invece, fatte le dovute eccezioni perché gente fuori di testa effettivamente se ne incontra in internet, la realtà è diversa. La maggior parte dei blog sono manifestazioni delle forti passioni (scrittura, lettura, cinema, impegno politico o sociale, voglia di incontrare gli altri o di esprimere i propri pensieri) che animano tante delle persone che ci capita di incontrare ogni giorno e che magari sospettiamo essere amorfe o poco vive. Tanti, invece, nascondono agli altri queste loro passioni e le coltivano nel silenzio della loro casa o in ambiti diversi da quelli che frequentiamo. E solo pochi di loro hanno scelto la via di esprimerle su internet.
Dunque quel fiorire di passioni e interessi che incrociamo sulla rete non sono altro che una minima porzione delle passioni e degli interessi che agitano la gente che ci circonda.
Per questo, io che frequento la blogsfera solo da un paio di mesi, ritengo di aver capito da questa esperienza che gli altri sono migliori di quello che immaginavo.
Cliccando a giro, ho incontrato tanta gente che scrive bene; tanti che sono divertenti da morire; tanti che dipingono, fanno foto, commentano con intelligenza libri o film; tanti, magari giovani, che hanno una gran voglia di proporsi agli altri nella loro vera personalità e che scrivendo di sé giorno per giorno magari riescono a comprendere meglio quello che sono e quello che vogliono.
Ora ogni volta che incontro uno per strada mi viene da chiedermi se per caso dietro a quella persona trafelata si nasconda un blogger o comunque una persona appassionata e sensibile.
Ora vedo il mondo più ricco e più bello.
L’opinione pubblica, in generale, mi pare abbia una cattiva opinione di internet, vista come un ricettacolo di alienati, porci, perditempo ed esibizionisti. In realtà internet è solo un amplificatore (e un acceleratore) di quella che è la società. E forse la società, a causa della nota legge per cui le buone notizie lasciano tutto lo spazio alle cattive notizie, è migliore di quel che appaia.
E dunque un ringraziamento a tutti i partecipanti alla pizzata per la bella serata che mi hanno fatto passare e un ringraziamento a tutti i bloggers per aver avuto il coraggio di lanciarsi nella rete (senza rete).