Ultimamente sto leggendo due blog condotti in modo anonimo (onde evitare cause milionarie) da avvocati di affari che lavorano in studi legali internazionali.
I due bloggers forniscono un interessante "dietro le quinte" delle law firms, mostrandoci, da insiders, come funzionino certi organismi e quanto disumano e disumanizzante sia l'approccio al lavoro e al business che caratterizza la parte più "avanzata" del nostro sistema economico (avanzano, avanziamo, per andare dove? vien da chiedersi).
Il primo è Studio illegale, ormai storico blog attivo del 2007, dal quale l'autore, "Duchesne", ha tratto un omonimo romanzo recentemente uscito.
Il secondo è Codice incivile, nato di recente e gestito da "Avvocanzo" che mi pare ben più arrabbiato del collega e parecchio incisivo nella critica al mondo di cui fa parte. Gli auguro di durare il più possibile senza farsi scoprire (certo avrà preso qualche precauzione ed effettuato i dovuti depistaggi) perchè se i suoi capi o i clienti del suo studio lo scoprono passerà dei bei guai.
La legge antiblog è una tentazione ricorrente (e, temo, trasversale) della nostra classe politica.
Dopo la il disegno di legge Levi/Prodi che era stato bloccato anche grazie alla mobilitazione della rete nella scorsa legislatura, è attualmente presente in parlamento, affidato in sede referente alla commissione Cultura della Camera, un nuovo progetto di legge (DdL C. 1269).
Al proposito segnalo i seguenti link in cui trovare informazioni sull'argomento:
Informazioni sulla legge anti blog (con possibilità di firmare anche una petizione)
http://dida.splinder.com/post/19024358/libert%C3%A0+di+espressione%3F
http://www.minotti.net/2008/11/09/play-it-again-levi/
http://sedge.splinder.com/post/19024903/Legge+blog....PARLIAMONE%21
http://robertosantini.splinder.com/post/19024123
Le statistiche del blog che ho attivato mi segnalano le parole chiave utilizzate dai visitatori che capitano da queste parti.
Vedo che le parole con cui la gente trova il mio blog non sono molto concentrate e sono abbastanza disperse (quelle del sito si addensano, invece, attorno ad alcuni termini che ricorrono molto frequentemente).
Nell'esame delle ultime 239 chiavi di ricerca usate (non chiedetemi perchè 239) i termini che tornano più frequentemente sono i seguenti:
Tutto sommato non ci sono grosse sorprese.
Uniche annotazioni:
- non sono figlio di Piero Calamandrei
- canzoni di leonardo sergio non so a cosa si riferisca.
- santino santa Beatrice non riesco a capire come sia finito nella lista.
Il sistema di statistiche che uso è http://www.statcounter.com/
Come mio post di Natale, vorrei segnalare un post sui cyber rapporti (un modo di definire i rapporti che si creano tra bloggers) di Sedge.
Condivido in pieno le sue sensazioni sui cyber rapporti.
Spesso mi capita di scrivere un post e di immaginarmi come reagiranno ad esso i singoli blogger che so venirmi a leggere ogni giorno. Qualche volta posto qualcosa che sono sicuro interesserà (e spero piacerà) specificamente a taluni di loro, talvolta scrivo cose più indirizzate ad altri.
Secondo me, più che l'amicizia vera e propria, la caratteristica fondamentale di questi cyber rapporti è la stima reciproca.
Le persone ti dedicano del tempo perchè ti apprezzano e tu dedichi parte del tuo tempo a loro per lo stesso motivo.
Ringrazio quindi i bloggers e i non bloggers che passano di qui e auguro a tutti buone feste.
E' arrivato su Spinder anche il mio amico Carlo Menzinger col quale ho scritto insieme diverse cose, tra cui il racconto pubblicato in Parole nel web.
Carlo è instancabile ed inarrestabile e ha una ricca attività letteraria di cui potrete trovare notizie nel suo sito personale.
Benvenuto.
Anche se in realtà sarò ancora a Firenze tutta la prossima settimana, direi che è giunto il momento di salutare e dare appuntamento a settembre.
Magari continuerò a girellare tra i blog ma, salvo eventuali ispirazioni estemporanee, tornerò a postare in quello che un grande ha definito
... il mese del ripensamento sugli anni e sull'età,
dopo l' estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità...
Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità,
come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità...
Anche a non volerla prendere così tragica, ho sempre pensato che gli anni passino da un'estate all'altra, mentre mi è parsa poco significativa la suddivisione basata sul 31 di dicembre.
Ora non è il caso di mettersi a fare il bilancio di questo mio anno "estivo" ma di certo una cosa interessante e bella che mi ha portato è stato il mondo dei blog e le persone che ci ho incontrato.
E dunque, per chiudere con le parole di un'altra canzone:
... buone vacanze comunque a chiunque, ovunque, comunque, qualcunque, perunque, ovunque in questo momento sta' muovendosi un poco, che possa essere un estate di fuoco...
(beh! Calda lo è)
Ieri sera c’è stato un felice incontro tra la realtà virtuale e quella fisica.
Ho partecipato a una cena di bloggers fiorentini organizzata da www.bloggerfiorentini.splinder.com , un sito dedicato a Firenze dove postano più di un centinaio di bloggers che abitano qui, segnalando tutto ciò di interessante che accade in città.
A cena eravamo in ventitre (credo), quasi tutti che si incontravano per la prima volta. Malgrado l’iniziale non conoscenza reciproca dei partecipanti la serata è stata molto piacevole e divertente, aiutata in questo dalla evidente voglia di ogni commensale di aprirsi agli altri.
E questa è una cosa che mi ha fatto riflettere, dato che in condizioni normali i fiorentini tendono a mantenere una certa distanza con gli sconosciuti e a rifugiarsi nei propri gruppi consolidati. Ma, a parte il fatto che c’erano diverse persone trasferitesi a Firenze da altre città, l’integrazione è stata originata dalla forte voglia che avevano tutti di relazionarsi con gli altri. Non per niente, trattavasi di bloggers.
Già, erano bloggers.
E, detto tra noi, non erano gente strana, pazza o forzatamente stravagante. Erano tutte persone mediamente normali, che se avessi incontrato in altre occasioni non mi sarebbe venuto da pensare che postavano ogni giorno su internet. La cosa mi ha un po’ stupito, perché, a dire il vero, mentre guidavo nelle oscure campagne di San Donnino per arrivare alla pizzeria, il timore che forse stavo per andarmi ad infilare in una gabbia di matti mi era un po’ venuto.
Queste considerazioni sulla, in un certo senso, sorprendente normalità dei partecipanti le aveva fatte anche qualcun altro dei commensali.
Molti di noi quindi, quando scrivono sul blog, forse si vedono come una persona normale, solo un filino diversa dagli altri, che sente il bisogno di esprimere qualcosa, ma ritengono questa loro “normalità” una eccezione rispetto alla presunta eccentricità della massa dei bloggers.
Secondo me, invece, fatte le dovute eccezioni perché gente fuori di testa effettivamente se ne incontra in internet, la realtà è diversa. La maggior parte dei blog sono manifestazioni delle forti passioni (scrittura, lettura, cinema, impegno politico o sociale, voglia di incontrare gli altri o di esprimere i propri pensieri) che animano tante delle persone che ci capita di incontrare ogni giorno e che magari sospettiamo essere amorfe o poco vive. Tanti, invece, nascondono agli altri queste loro passioni e le coltivano nel silenzio della loro casa o in ambiti diversi da quelli che frequentiamo. E solo pochi di loro hanno scelto la via di esprimerle su internet.
Dunque quel fiorire di passioni e interessi che incrociamo sulla rete non sono altro che una minima porzione delle passioni e degli interessi che agitano la gente che ci circonda.
Per questo, io che frequento la blogsfera solo da un paio di mesi, ritengo di aver capito da questa esperienza che gli altri sono migliori di quello che immaginavo.
Cliccando a giro, ho incontrato tanta gente che scrive bene; tanti che sono divertenti da morire; tanti che dipingono, fanno foto, commentano con intelligenza libri o film; tanti, magari giovani, che hanno una gran voglia di proporsi agli altri nella loro vera personalità e che scrivendo di sé giorno per giorno magari riescono a comprendere meglio quello che sono e quello che vogliono.
Ora ogni volta che incontro uno per strada mi viene da chiedermi se per caso dietro a quella persona trafelata si nasconda un blogger o comunque una persona appassionata e sensibile.
Ora vedo il mondo più ricco e più bello.
L’opinione pubblica, in generale, mi pare abbia una cattiva opinione di internet, vista come un ricettacolo di alienati, porci, perditempo ed esibizionisti. In realtà internet è solo un amplificatore (e un acceleratore) di quella che è la società. E forse la società, a causa della nota legge per cui le buone notizie lasciano tutto lo spazio alle cattive notizie, è migliore di quel che appaia.
E dunque un ringraziamento a tutti i partecipanti alla pizzata per la bella serata che mi hanno fatto passare e un ringraziamento a tutti i bloggers per aver avuto il coraggio di lanciarsi nella rete (senza rete).