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Nome: Sergio Calamandrei
Mi piace scrivere. Prima l'ho fatto solo per me, poi ho creato www.calamandrei.it, quindi ho pubblicato il romanzo: L'UNICO PECCATO - Amore e morte alla Biblioteca Nazionale di Firenze. Ora vado avanti, con vari racconti e un sequel. ..................e-mail= scrivere[chiocciola]calamandrei.it

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martedì, 13 maggio 2008

Alla fine della fiera del libro di Torino, un anno dopo

Si è chiusa ieri la Fiera del Libro di Torino.

Quest'anno non ce l'ho proprio fatta ad andarci.

L'anno scorso, invece, la visitai e poi scrissi una serie di post sulla Fiera, sul mercato dei libri e sui numeri dell'editoria italiana che cominciano dal post

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 1

Il cui incipit è:

"Alla fine della Fiera del Libro di Torino mancano ormai meno di quattro ore quando me ne vado. Sono le sei dell’ultimo giorno di Fiera, il lunedì. Quei poveracci che stanno negli stand devono tirare ancora avanti fino alle ventidue, e questo è il loro quinto giorno consecutivo.
Mentre cerco l’uscita che porta al mio parcheggio mi viene di pensare al mercato del pesce, a fine mattinata. Come le trote, anche svariati libri calano di prezzo man mano che si avvicina la chiusura. So che da un amante della letteratura ci si potrebbero aspettare riflessioni più elevate, ma le cose stanno così...."

e proseguono sotto il tag alla fine della fiera.

Per chi volesse leggersi tutto l'elaborato con comodo, ho raccolto e rielaborato la serie di post "Alla fine della Fiera" in un unico testo che ho pubblicato sul mio sito www.calamandrei.it.
Il testo lo potete raggiungere direttamente cliccando qui.

lunedì, 29 ottobre 2007

Al PISA BOOK FESTIVAL

Bel pomeriggio sabato al Pisa Book Festival, alla Fiera dell'editoria indipendente.

Ho avuto modo di incontrare vari miei colleghi che hanno pubblicato con ZONA e di confrontare le nostre esperienze, per così dire, "letterarie".

Il reading è stato divertente, anche se la Sala Shelley, dove è avvenuto l'incontro, dovrebbe essere messa nei libri di testo di Marketing come esempio di come NON deve essere inserita una sala nell'ambito di una fiera (isolata in un angolo del piazzale in un luogo dove non esiste alcun flusso di visitatori, con una porticina angusta che impediva a chi si fosse perso e stesse eventualmente passando lì davanti di dare un'occhiata all'interno).

 Al festival hanno partecipato numerosi piccoli editori ed è stato interessante avere un po' il quadro della situazione di questo tipo di editoria.

Rispetto a Torino gli sconti e le offerte erano meno generose, ma alla Fiera del Lingotto c'ero andato l'ultimo giorno, quando c'era già aria di smobilitazione. Penso che d'ora in poi, per motivi biecamente economici, andrò soltanto agli ultimi giorni delle varie Fiere, per approfittare di eventuali saldi.

Nondimeno, sono tornato dalla Fiera con i seguenti libri:

  • Diario della paura. Da via dei Georgofili la storia di un biennio di sangue di Silvia Tessitore. Zona. Ricostruzione di un passato così vicino e così velocemente dimenticato. Ma, forse, non è ancora passato. 
  • Il ventisette di Tullio Poian. Zona. La saga dei dipendenti pubblici.
  • 9 maggio ’78. Il giorno che assinarono Aldo Moro e Peppino Impastato di Carmelo Pecora. Zona. L’autore è ispettore capo della Polizia di Stato e dirige la scientifica di Forlì. Racconta di un giorno particolarmente significativo nella storia recente del nostro Paese.
  • La Donna d’Oro di Linda Di Martino. Editrice Laurum. Un giallo ambientato nel 1884 nel Ghetto di Firenze, alla vigilia della sua distruzione.
  • I due volti della giustizia di Lorenzo Maggioni. Deinoteria Editrice. Un sostituto procuratore indaga su una falsa bomba rinvenuta alla stazione genovese di Prà. L’attualità si mescola con la fantasia.

Infine, un ringraziamento speciale a Omero che è venuto appositamente alla Fiera per farsi mettere una dedica sul mio libro.

 

venerdì, 06 luglio 2007

Alla Fine della Fiera

Ho raccolto e rielaborato la serie di post "Alla fine della Fiera", dove sono esposti dati sull'editoria italiana e sul mercato del libro, in un unico testo che ho pubblicato sul mio sito www.calamandrei.it.

Il testo lo potete raggiungere direttamente cliccando qui.

mercoledì, 20 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 22 di 22

Alla Fine della fiera, dopo aver esaminato tutta questa massa di dati sullo stato dell’editoria italiana e del mercato del libro mi pare giusto giungere ad una conclusione.
 
La mia conclusione è questa: a me piace moltissimo scrivere e dunque è per questo che continuerò a farlo.
Più saranno quelli che mi leggeranno e più mi farà piacere, perché ritengo di avere qualcosa da dire e delle emozioni da esprimere che mi piacerebbe condividere con persone che le possano apprezzare.
 
Agli altri che hanno la mia stessa passione per la scrittura non posso che rivolgere l’esortazione di H.L. Mencken
 
"Fa caldo in fabbrica? Le ore sono lunghe? Quindici dollari al giorno non vi bastano? Be', la fuga è molto semplice. Piantate il lavoro, sputatevi sulle mani, e scrivete un altro bestseller."
 
Fine
 
giovedì, 14 giugno 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 18

Alla fine della Fiera del Libro di Torino, mentre giravo tra gli stand, cercavo di capire chi erano i lettori che vedevo vagare tra tutte quelle distese di libri, col passo stanco ma con gli occhi che brillavano.
Forse mi posso fare aiutare ancora da chi fa questo per mestiere.
 
L’Istat oltre a fare indagini sui libri pubblicati ne fa anche sui lettori. Dati significativi si trovano nell’indagine “I cittadini e il tempo libero” svolta a maggio 2006.
 
Dalla ricerca risulta che:
“Nel 2006 il 60,5% della popolazione di 6 anni e più (pari a 33 milioni e 351mila persone) ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi. Le donne leggono più degli uomini: le lettrici sono infatti il 65% rispetto al 55,8% dei lettori. La quota di lettori è superiore al 70% dagli 11 ai 24 anni, con un picco tra i 15-17enni (76,3%), e decresce all’aumentare dell’età. Tale quota è comunque superiore al 60% fino ai 59 anni e diminuisce drasticamente solo tra le persone di 65-74 anni (44,5%) e tra gli ultra settantacinquenni (28,3%).”
 
I lettori possono leggere “nel tempo libero” o per motivi professionali o scolastici.
 
“La quota più consistente di lettori è quella dei lettori nel tempo libero (30,4%). Segue la tipologia “mista” dei lettori (sia nel tempo libero sia per motivi professionali e/o scolastici-13,4%) e infine quella lettori per motivi esclusivamente professionali e/o scolastici (solo il 4% della popolazione).”
 
L’indagine osserva che:
I lettori nel tempo libero sono lettori assidui: il 55,4% dichiara di leggere almeno una volta alla settimana, il 20,8% tutti i giorni e il 34,6% una o più volte a settimana; il 22,8% legge una o più volte al mese e solo il 19% dichiara di leggere più raramente.”
 
“I lettori deboli (chi ha letto da uno a tre libri negli ultimi 12 mesi) sono il 31,4% dei lettori nel tempo libero. I lettori medi (da quattro a sei libri) sono il 25,2% e i lettori forti (ossia chi ha letto sette libri o più) sono il 34,7%. Solo il 14,4% ha però letto più di dodici libri in un anno.”
 
L’Istat ha inoltre identificato un discreto numero di persone (il 12,8% della popolazione sopra i 6 anni) che si dichiarano non lettori ma che hanno letto comunque qualche libro, anche se appartenente a tipologie particolari, come le guide turistiche o i libri per la casa. Questi soggetti sono stati definiti dall’Istituto, con una certa brillantezza terminologica, lettori morbidi.
 
I dati più interessanti, secondo me, sono però quelli sulle persone che non leggono, e sul perché non leggono.
 
Segue…
 
mercoledì, 30 maggio 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 8

Per saperne di più sull’editoria, sulle tirature dei libri e sui lettori italiani è opportuno consultare le statistiche dell’Istat.
Con una premessa: nel valutare i risultati statistici occorre ricordare sempre i polli di Trilussa (se tu mangi due polli ed io nessuno, per lo statistico abbiamo mangiato un pollo a testa, ma io ho fame).
 
L’Istat, a partire dal 1951, realizza ogni anno un’indagine sulla produzione libraria italiana che viene diffusa in forma provvisoria ogni ottobre in occasione della Fiera del Libro di Francoforte. I dati definitivi sono poi diffusi ad aprile. Attualmente, quindi, sono disponibili i dati provvisori del 2005 e quelli definitivi del 2004.
 
Prima di partire con l’esame dei dati è bene intenderci sulla terminologia adottata dall’Istat.
 
L’istituto, conformandosi ai criteri dell’Unesco, considera nella sua indagine le opere librarie di almeno cinque pagine, con esclusione di quelle stampate dall’editore per conto terzi.
Nell’indagine dell’Istat sulla produzione libraria, tra le opere librarie sono compresi:
- pubblicazioni ufficiali dello Stato o di altri enti pubblici;
- estratti di pubblicazioni;
- libri diffusi con cadenza periodica e numerazione progressiva, attraverso le rivendite di giornali e altri canali (romanzi rosa, gialli, ecc.);
e sono invece esclusi:
- cataloghi, listini prezzi e in genere pubblicazioni propagandistiche di attività industriali, commerciali o turistiche, a condizione che siano distribuiti gratuitamente e che il testo letterario, tecnico o scientifico non sia prevalente rispetto a quello strettamente pubblicitario;
- orari, elenchi telefonici, programmi di spettacolo, calendari e simili;
- opere musicali ove il testo letterario sia di scarsa importanza;
- carte geografiche, topografiche, ecc. non rilegate sotto forma di atlante;
- album con figurine che non contengano un testo narrativo:
- opere pubblicate da un editore in conto terzi.
 
Un’opera, per essere censita, deve avere almeno 5 pagine. Se ne ha almeno cinque ma meno di 49, copertine escluse, viene considerata un Opuscolo, sopra le 49 pagine è un Libro.
 
Gli editori sono suddivisi in piccoli (che pubblicano da 1 a 10 opere all’anno), medi (che ne pubblicano da 11 a 50) e grandi (che superano le 50 pubblicazioni annue). Nell’ambito dell’indagine dell’Istat sulla produzione libraria si considerano, oltre alle case editrici, anche i centri di studio e gli enti che svolgono attività editoriale come attività non prevalente.
 
 (fonte: la Nota metodologica relativa all’indagine sulla produzione libraria 2005)
 
Segue…
 
martedì, 29 maggio 2007

Alla fine della Fiera (dati sul mercato del libro) – 7

Alla Fine della Fiera del Libro di Torino appare sul sito ufficiale il dato finale dei visitatori: quest’anno sono stati 302.830.
Questi risultati, si legge su http://www.fieralibro.it/ “confermano, in tal modo, il balzo straordinario del 30% registrato nella edizione del 2006. Occorre ricordare che il 2006 è stato l’anno delle Olimpiadi e che la Fiera ha, dunque, goduto dell’effetto traino di quel grande evento mediatico.” I redattori del sito aggiungono poi: “per dovere di cronaca, occorre ricordare che le circa 2.500 persone intervenute alla serata inaugurale, mercoledì 9, non sono state computate nella somma finale dei visitatori, altrimenti si sarebbe superato il record dello scorso anno..”
 
Dunque c’è stata una grande affluenza, anche se questo dato contrasta non poco con le impressioni di vari editori che avevano notato un rilevante calo di presenze. Evidentemente i sensi dell’uomo possono essere fallaci, mentre i registratori di cassa dovrebbero essere molto più precisi.
 
Girando tra i 1263 espositori (non solo editori) presenti alla Fiera, pensavo che gli editori italiani sono tanti.
 
Nel 2005 gli editori censiti erano 3.136. Di questi, solo 1739 risultavano aver pubblicato almeno un’opera  in quell’anno.
Dunque esistevano allora circa 1.700 editori “vivi” e circa 1.400 editori “in sonno”.
 
Mi è venuta voglia di saperne di più e quindi mi sono tuffato nella rete. Qualcosa ho trovato…
 
Segue…