Siamo stati accolti con la massima cortesia nella cittadina del Valdarno che ci ha messo a disposizione la bella sala del Consiglio Comunale.
L’amico Oscar ha esaminato il libro dal punto di vista dei luoghi (Firenze, sia dal punto di vista topografico sia come mentalità dei suoi abitanti), delle modalità di scrittura e dei personaggi.
In particolare, Montani ha descritto il metodo d’indagine DELLA LOGICA PER FORZA utilizzato da Domenico Arturi, l’investigatore protagonista del romanzo e di vari miei racconti. Se altri detective letterari sono stati chiamati “spalatori di nuvole”, il mio è stato definito uno “spalatore di rena” ed assimilato ai vecchi renai che operavano un tempo nel greto dei fiumi. Arturi, grande macinatore di informazioni e uomo che non si formalizza affatto, avrebbe certo gradito questa definizione.
Si è parlato, poi, a lungo del lampredotto, l’alimento preferito di Arturi e ci siamo tutti molto rammaricati che Pian di Scò, peraltro paese molto grazioso, non disponga di un lampredottaio. Nessun paese è perfetto, evidentemente.
Lucia Mongelli, dell’associazione I LEGGOMANTI, ha recitato vari brani tratti dal romanzo e da un mio racconto. Alla fine, dopo alcune domande interessanti e alcune risposte che spero siano state all’altezza, i presenti hanno usufruito di un abbondante rinfresco. Tra i vari vassoi ne spiccava uno di schiacciatine imbottite di frittata contrassegnate dal cartellino “lo spuntino preferito del detective Arturi”. In realtà, nel romanzo si parlava di douchesses con la frittata, ma il pensiero è stato gradito comunque.
Una volta terminato l’incontro, le gentili bibliotecarie di Pian di Scò, Marta Masini e Sandra Gambassi, intuendo che a me e a Oscar il cibo piace parecchio, ci hanno offerto anche la cena.
Cosa si può desiderare di meglio!