Il manoscritto Voynich è considerato il libro più misterioso del mondo.

Ne esiste una sola copia, rinvenuta nel 1912 dall'antiquario russo Voynich, dopo circa tre secoli che se ne erano perse le tracce.
Il manoscritto non ha titolo, non se ne conosce l’autore ed è scritto in una lingua ignota che nessuno, nemmeno utilizzando i più moderni sistemi di crittografia, è mai riuscito a decifrare.

Il testo è troppo complesso e articolato per poter essere stato scritto indicando delle lettere a caso.
Sono state formulate le più svariate ipotesi. Riporto da Wikipedia:
"Nel 1978 il filologo dilettante John Stojko credette di aver riconosciuto la lingua, e affermò che si trattasse di ucraino, con le vocali rimosse. La traduzione però pur avendo in alcuni passi un apparente senso (Il Vuoto è ciò per cui combatte l'Occhio del Piccolo Dio) non corrispondeva ai disegni.
Nel 1987 il fisico Leo Levitov attribuì il testo a degli eretici Catari, pensando di aver interpretato il testo come un misto di diverse lingue medievali centroeuropee. Il testo tuttavia non corrispondeva con la cultura catara, e la traduzione aveva poco senso.
Lo studio più significativo in materia resta ad oggi quello compiuto nel 1976 da William Bennett, che ha applicato la casistica alle lettere ed alle parole del testo, mettendone in luce non solo la ripetitività, ma anche la semplicità lessicale e la bassissima entropia: il linguaggio del Voynich, in definitiva, non solo si avvarrebbe di un vocabolario limitato, ma anche di una basilarità linguistica riscontrabile, tra le lingue moderne, solo nell'hawaiano. Il fatto che le medesime "sillabe", e perfino intere parole, vengano ripetute con una frequenza tale da rasentare il beffardo, è attinente più ad una concezione inconsciamente accomodante, che non volutamente criptica.
L'alfabeto che viene usato, oltre a non essere stato ancora decifrato, è unico. Sono però state riconosciute 19-28 probabili lettere, che non hanno nessun legame con gli alfabeti attualmente conosciuti. Si sospetta inoltre che siano stati usati due alfabeti complementari ma non uguali, e che il manoscritto sia stato redatto da più persone. Imprescindibile quanto significativa in tal senso è poi l'assoluta mancanza di errori ortografici, cancellature o esitazioni, elementi costanti invece in qualunque altro manoscritto.
In alcuni passi ci sono delle parole ripetute anche 4 o più volte consecutivamente."
Infine, c'è chi ha attribuito la redazione del manoscritto all'astrologo mago e falsario inglese Edward Kelley aiutato dal brillante filosofo John Dee, al fine di vendere il libro a Rodolfo II spacciandolo per testo esoterico.
La storia completa del manoscritto e molte altre interessanti notizie sullo stesso le potete leggere su wikipedia o in questo sito.
Qui, invece, potete trovare la scansione di tutte le pagine del libro.
Magari riuscite a decifrarlo.
Il post Ciao Mariastella è stato pubblicato da Avvocanzo e chiarisce in modo drammatico la distinzione che legalmente esiste tra nesso di casualità necessaria e il nesso di casualità adeguata.
In altri termini, dopo una disgrazia spesso ci si può sentire in colpa pensando che se avessimo parlato con una persona o l'avessimo trattenuta o avessimo fatto questo o quello, lei non sarebbe andata incontro a quel destino.
Ma la vita è guidata da migliaia di fattori casuali che si accavallano ogni minuto ed è irrazionale ed egocentrico, in molti casi, attribuire ai propri atti un significato decisivo nell'indirizzare la sorte di un altro.
Ma noi siamo irrazionali ed egocentrici e, quindi, se capita, viviamo nel rimorso.
Riccardo Gazzaniga l'ho conosciuto al premio Orme Gialle. E' arrivato primo nella scorsa edizione e quarto in quella del 2008, la cui premiazione è avvenuta sabato scorso. Dopo la cerimonia molti dei presenti hanno cenato insieme e ho potuto così conoscere meglio Riccardo e la sua simpatica famiglia.
Gazzaniga lavora come Sovrintendente nella Polizia di Stato a Genova e ha un sito molto ben fatto: www.riccardogazzaniga.com
In occasione della morte dell’Ispettore di Polizia Filippo Raciti nel corso degli incidenti verificatisi durante l’incontro di calcio Catania - Palermo, Gazzaniga ha scritto una lettera aperta che ha avuto notevole diffusione.
E' giovane e penso ne sentiremo ancora parlare molto.
Si è conclusa la mia tre-giorni-letteraria e devo dire di essermi divertito parecchio.
Giovedì c'è stata la presentazione di Delitti raccontati due volte di Spezi e Valleri.
Nel corso della serata Leonardo Gori ha rivelato l'identità dello scrittore collettivo Franco Valleri, interessante esempio di Wu Ming toscano.
Hanno assistito alla presentazione diversi giornalisti "storici" di Firenze e l'incontro ha avuto ampia visibilità sulla stampa locale.
Venerdì ho partecipato alla presentazione empolese di Antologia gialla di Toscana. Ringrazio gli amici intervenuti, il pubblico, Spezi e Previti che presentavano, e gli altri autori presenti. Peraltro tre di loro (Susanna Daniele, Lucia Bruni e Donatella Fabbri) le avrei ritrovate il giorno dopo tra i finalisti di Orme Gialle e ciò depone a favore della qualità dell'Antologia gialla di Toscana.
Infine, sabato a Pontedera premiazione di Orme Gialle.
Lucarelli, purtroppo, non è potuto intervenire e hanno fatto gli onori di casa il Presidente Aldo Fruttuosi, il vicepresidente Marcello Cimino e lo scrittore Pier Giorgio Di Cara.
La classifica del Premio è stata:
1) OSSESSIONE di Barbara Baraldi
2) IL CUORE DI AMELIA di Elena Vesnaver (premio Mario Casacci)
3) NAILMASTER 2000 di Christian Antonini
4) COME GOCCE NEL MARE di Riccardo Gazzaniga
5) SE, UN GIORNO di Lucia Bruni e Donatella Fabbri
6) SENZA PAURA di Bettina Bartalesi
7) ALLA FINESTRA di Susanna Daniele
8) IL LAVORO PIU' BELLO DEL MONDO di Sergio Calamandrei
9) QUATTRO PASSI TRA FIGURE INGANNEVOLI di Vito Bollettino
10) (Ex aequo ) IL MAGO E IL LUPO di Mirko Paolucci, IO E TASH di Stefano Masoni, QUESTIONE DI SANGUE di Marina Bertamoni
Anche quest'anno tutti i racconti segnalati saranno pubblicati in un'antologia.
Dopo il premio, divertente cena presso un ristorante etnico di Pontedera.
Alla prossima.
Completo l'illustrazione della mia tre-giorni-letteraria che inizia oggi con la presentazione di giovedì pomeriggio alla Mel del libro di Spezi e Valleri, , mi porterà ad Empoli venerdì per una presentazione di Antologia gialla di toscana e si concluderà sabato a Pontedera con la premiazione del concorso di Orme gialle.
Il concorso Mario Casacci è organizzato dall'associazione Orme Gialle di Pontedera presieduta da Carlo Lucarelli.
Della premiazione di Orme Gialle dello scorso anno ne ho parlato in questo post.
Un mio racconto fu inserito tra quelli segnalati e venne pubblicato nell'antologia Anonima Assassini II la cui copertina potete ammirare nella colonna laterale del blog.
Sono tra i segnalati anche quest'anno e sarò presente alla premiazione di sabato che ha il seguente programma:
SABATO 21 MARZO 2009 - Ore 18,00
Aula Magna ITCG "Enrico Fermi"
Via Firenze - Pontedera
CARLO LUCARELLI
presenta
L'OTTAVA VIBRAZIONE (Einaudi)
NAVI A PERDERE (Edizioni Ambiente)
STORIE DI BANDE CRIMINALI, DI MAFIE E DI PERSONE ONESTE (Einaudi)
A seguire la proclamazione dei vincitori del concorso 2008
SEGUIRA' LA PREMIAZIONE DELLA XII EDIZIONE DI ORME GIALLE - CONCORSO NAZIONALE DI NARRATIVA POLIZIESCA "MARIO CASACCI"
Niente di meglio per vivacizzare la vita che far accadere le cose che ti interessano a ondate.
Dunque, settimana letteraria intensa che si aprirà giovedì con la presentazione che segue e che non vorrei proprio perdermi, continuerà venerdì pomeriggio a Empoli per una presentazione di Antologia gialla di toscana e si concluderà sabato a Pontedera con la premiazione del concorso Orme gialle.
Ma andiamo per ordine:
Melbookstore via de' Cerretani 16r - Firenze
Giovedì 19 marzo ore 18.00
Claudio Carabba e Leonardo Gori
presentano il libro di
Mario Spezi e Franco Valleri
Delitti raccontati due volte
(Editrice Laurum)
Saranno presenti Nino Filastò,
prefatore del volume, e i due autori.
Mario Spezi e Franco Valleri non possono certo vantarsi di avere inventato la tecnica della contraffazione delle storie, del remake narrativo o del pastiche di generi diversi, di cui vi sono esempi antichissimi: e nemmeno si sono divertiti a cannibalizzare racconti altrui, come faceva (ma solo sui propri) Raymond Chandler. Si sono invece provati, nel presente volume, in un esperimento più, o meno, ambizioso: quello di mescolare queste diverse possibilità, dando luogo a due romanzi brevi che si potrebbero definire suggestivamente testi-ombra, ispirati l’uno – La webcam sulla strada – a Cornell Woolrich; l’altro – Paolo Giunti e il lungo addio – al già ricordato Chandler.
Il risultato è indubbiamente originale, e il divertimento, esaltato da un’adeguata dose di suspence, è assicurato.