Ho avuto modo di leggere la ristampa del numero 1 di Diabolik e devo dire di esserne rimasto affascinato.
Il fumetto fu creato Angela Giussani, moglie di Gino Sansoni, e da Luciana Giussani nel 1962.
Questo primo numero di Diabolik non mi ha colpito per i disegni, che pure hanno una loro intensità naif. Essi furono realizzati da Zarcone, detto “il tedesco” per i capelli chiari, che dopo questa prova non detta più traccia di sé (anzi, rischiò di volatizzarsi anche prima, perché dopo aver consegnato una parte delle tavole e aver incassato i soldi del compenso si eclissò e Sansoni dovette andarlo a ricercare per farsi dare l’ultima parte del lavoro). Dopo il numero 2 disegnato dalla signora Giacobini, in arte “Kalissa”, il fumetto venne preso in mano da Luigi Marchesi, che nel 1964 ridisegnò completamente il numero 1.
La cosa che mi ha affascinato è stata la sceneggiatura, che sfrutta in maniera insistita ed efficace un meccanismo tipico del thriller, ovvero la tensione generata dalla differenza di informazioni esistente tra i personaggi e il lettore. Chi legge sa, infatti, che l’uomo al quale alcuni dei protagonisti “buoni” si affidano ciecamente è in realtà un pericoloso assassino. E quindi, il lettore trepida ed è preso da momenti di sconforto ogni volta che i “buoni” rivelano informazioni preziose al “cattivo” o si lasciano docilmente condurre verso una triste fine. All’utilizzo di questo meccanismo si aggiunge la tempestività con cui la trama viene interrotta dalla fine dell’album, lasciando una delle protagoniste, inconsapevole, nelle mani di Diabolik con conseguente irresistibile curiosità del lettore di sapere che ne sarà di lei.
Se si considera che quella era la prima volta che le sorelle Giussani scrivevano una sceneggiatura non c’è da rimanere stupiti del lungo successo che Diabolik ha avuto.
Sono tornato dalla premiazione del premio Maremma Mystery 2008 arricchito sia dal punto di vista morale che materiale.
Il mio racconto LA BANDA DEI NOMI ROVESCIATI ha, infatti, vinto il terzo premio.
Oltre alle belle parole della presidentessa della giuria, Giovanna Nuvoletti, ho ricevuto un assegno circolare di importo niente affatto simbolico, ed entrambe le cose mi hanno fatto molto piacere.
Inoltre, in occasione della premiazione dell'edizione 2008 del premio, è uscita l'antologia dei racconti premiati e segnalati nel 2007, edita da LAURUM, che comprende il mio INGENUITA'.
Dunque, un ottimo pomeriggio, davvero.
PS del 28 novembre 2008
I tre premiati del concorso sono:
1) Giacomo Properzj con “Amaro Milano”
2) Ilaria Beretta con “Ne varietur”
3) Sergio Calamandrei con “La banda dei nomi rovesciati”
La legge antiblog è una tentazione ricorrente (e, temo, trasversale) della nostra classe politica.
Dopo la il disegno di legge Levi/Prodi che era stato bloccato anche grazie alla mobilitazione della rete nella scorsa legislatura, è attualmente presente in parlamento, affidato in sede referente alla commissione Cultura della Camera, un nuovo progetto di legge (DdL C. 1269).
Al proposito segnalo i seguenti link in cui trovare informazioni sull'argomento:
Informazioni sulla legge anti blog (con possibilità di firmare anche una petizione)
http://dida.splinder.com/post/19024358/libert%C3%A0+di+espressione%3F
http://www.minotti.net/2008/11/09/play-it-again-levi/
http://sedge.splinder.com/post/19024903/Legge+blog....PARLIAMONE%21
http://robertosantini.splinder.com/post/19024123
Maremma Mystery è un premio che si tiene a Grosseto, a cui avevo partecipato anche l'anno scorso.
SABATO 22 NOVEMBRE,
presso il Teatro degli Industri di Grosseto,
a partire dalle ore 18:00
avrà luogo la serata di premiazione del Terzo Concorso Nazionale di Letteratura "Maremma Mystery". Nel Teatro, come consueto, si terrà una performance teatrale che ci farà scoprire i vincitori ed i menzionati di questa edizione. Saranno presenti Rita Falcone e Massimo Bellando Randone.
In tale occasione verrà presentata anche l'antologia che raccoglie i racconti vincitori\menzionati dell'edizione 2007 e che, quindi, comprenderà il mio racconto INGENUITA'.
Io sabato sarò a Grosseto, anche perchè la segreteria del premio 2008 ha chiesto conferma della mia presenza, e quando una segreteria di un concorso ti chiama è segno buono.
Alcune volte realtà e narrativa si sovrappongono con effetti sconvolgenti.
E' apparsa in questi giorni sui giornali la storia di Marcos Garcia Martiniano, ragazzo disabile, autistico, che è stato lasciato dai volontari della Misericordia di Lastra a Signa davanti al cancello d’ingresso del centro ‘Il Faro’ di Scandicci. Il centro però era chiuso (i volontari, invece, sostengono di aver visto Marcos entrare nella struttura) e del ragazzo si sono perse le tracce fino a quando un tartufaio non ne ha ritrovato il cadavere in un bosco di Certaldo.
Le cause della morte non sono ancora state accertate (attacco epilettico, freddo, malore?) ma la cosa sicura è che nel suo vagabondare il trentenne ha incontrato varie persone, nessuna delle quali ha pensato di aiutarlo.
La vicenda mi ha colpito molto, anche perchè avevo letto da poco il racconto Solo di Sergio Rilletti e sono stato quindi in grado di capire con precisione cosa avesse passato Marcos.
Riletti è un ragazzo disabile che si occupa di letteratura e nel racconto in questione ha descritto in modo accurato le sensazioni che ha provato un giorno che si è ritrovato abbandonato in un parco. Per fortuna la sua avventura ha avuto un esito meno tragico di quello del povero Marcos.
Mi pare giusto lasciare qui la parola a Sergio Rilletti.
Claudio Martini, scrittore omonimo del Presidente della Regione Toscana, presenterà questo venerdì alle 18,00 a Firenze, alla Libreria Chiari in Piazza Salvemini il suo libro I racconti del ripostiglio.
Il libro sarà presentato da Carlo Menzinger che in questo post parla diffusamente dell'opera in questione.
Nel corso della presentazione si parlerà di pseudolibri, ovvero di libri che non esistono dato che sono opere immaginarie citate da scrittori nei loro romanzi. In questo post se ne trova un ampio elenco.
Al proposito, non posso fare a meno di ricordare lo pseudoscrittore Kilgore Trout che compare in tanti libri di Vonnegut o, addirittura la pseudoletteratura descritta da Roberto Bolano in La letteratura nazista in America (manuale di letteratura che fornisce le biografie e commenta le opere realizzate dopo la fine della seconda guerra mondiale da ben trenta autori nazisti rifugiati nel Nuovo Continente. Il manuale analizza nel dettaglio i rapporti tra i vari autori, le correnti letterarie naziste presenti in Sudamerica, le polemiche letterarie, le riviste fondate, ecc. Tutto assolutamente falso).
Venerdì, dunque, non mi perderò questo incontro.
Milano è un’arma di Francesco Gallone è un libro che mi ha ricordato molto il film 300 di Zack Snyder.
300 è un film epico, pieno di belle immagini e del tutto privo di ogni pretesa di realismo.
Il libro di Gallone è anch’esso pieno di personaggi immani nelle dimensioni fisiche, negli appetiti, nella capacità di sopportare pestaggi e avversità. Ed è spesso impreziosito da belle immagini o interessanti costruzioni nella struttura. Sono però poco verosimili le motivazioni che spingono vari personaggi a collaborare alle indagini dello sfigato ispettore, il modo in cui egli conduce questa indagine, i rapporti che l’investigatore ha con i suoi colleghi e i suoi superiori. Ma, come per Snyder, anche per Gallone la verosimiglianza non ha particolare rilevanza nella scala degli elementi che compongono l’opera. Importa più la creazione di un’atmosfera epica, come se a raccontare la vicenda fosse Omero, o Sergio Leone.
Il risultato è un libro che si legge con piacere e che apre uno squarcio sul mondo degli Ultras irriducibili, degli naziskin, dei centri sociali.
Il romanzo è stato pubblicato da Eclissi Editrice nella collana I Dingo. Questo giallo ambientato in una Milano alternativa è il romanzo di esordio di Gallone e ha vinto il Premio Belgioioso giallo 2008.