Ho letto Musica Nera di Leonardo Gori.
Avevo già avuto modo di parlare ampiamente della presentazione di questo libro in un post dell'8 aprile 2008.
Musica Nera è un'indagine di Bruno Arceri, ormai sessantenne, ambientata a Viareggio negli anni 60. Un omaggio al Jazz, grande passione di Leonardo Gori.
Il romanzo ci presenta in maniera indimenticabile una Viareggio ormai scomparsa, con puntate anche all'aeroporto del Cinquale, dove capito ogni estate.
Molto belli alcuni personaggi, mentre non ho gradito il finale, per motivi di mio mero gusto su cui non è il caso di soffermarsi troppo essendo inopportuno parlare dei finali dei gialli.
Un romanzo da consigliare, in particolar modo a chi ama la musica nera.
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Tour de Montparnasse: cinquantanove piani che si affacciano sulla Senna. Dalla grande terrazza l'orizzonte circolare sembra quasi falso, un insieme di cartoline panoramiche attaccate una all'altra.
La visione collettiva di tutti i monumenti di questa città mi dà finalmente, dopo dieci giorni, la consapevolezza piena di essere a Parigi.

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La notte la piazza dell'Hotel de Ville risplende con i suoi lampioni severi e le sue fontanelle discrete.
Ancora una volta l'illuminazione gioca un ruolo importante nel creare bellezza.
Curioso è l'effetto della bianca facciata che pare crearsi un varco nei tetti neri: il palazzo assume una dimensione irreale; sembra quasi un modellino da quanto è preciso e ben tenuto.
La piazza, poi, vede accresciuto il suo fascino dal fatto di essere relativamente poco frequentata.
Anche qui, ascoltando il suono delle cascatelle, potrei stare seduto per ore.
Tornando per un istante da Parigi alle più vicine atmosfere toscane, segnalo il programma del Festival SERRAVALLE NOIR che si terrà questo sabato 28 giugno 2008.

Di seguito il programma delle tavole rotonde che si terranno nell'ambito del Festival Noir di Serravalle Pistoiese (PT) con convegni sulle figure degli investigatori nel giallo e nel noir.
Sabato 28 Giugno 2008
SERRAVALLE NOIR 2008
Assessorato alla cultura di Serravalle Pistoiese - Amici del Giallo di Pistoia - CGIL Pistoia
Convegni
Oratorio della Vergine Assunta
"La figura dell'investigatore nel Giallo e nel Noir"
ore 16.00 coordina Club Amici del Giallo di Pistoia
" Le indagini di Polizia Scientifica e RIS"
ore 18.00 coordina Jaqueline Monica Magi (magistrato)
Rocca Nuova
A partire dalle ore 18.00 i disegnatori Giuseppe Di Bernardo, Marcello Mangiantini e Gallieno Ferri eseguiranno disegni autografati di Dylan Dog, Zagor, Diabolik, L’Insonne.
Rocca Nuova ore 20.00
Premiazione Serravalle Noir 2008 Presenta Luca Crovi
Sez. B: Graphic Novel o Short Story a Fumetti; storia a fumetti avente argomento Giallo o Noir di un autore debuttante.
Sez. C: racconto Giallo/Noir inedito di studenti della Scuola Secondaria di primo grado del Comune di Serravalle Pistoiese.
Mostre
Loggiato San Michele - Dal 28 giugno al 6 Luglio
Orario aperura 21.00-23.00
"La fabbrica dell'incubo: Dylan Dog e i suoi autori"
" ZagorGiallo"
" Serravalle in ...noir" a cura dello studio "Imago" di Pisa
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In apertura di Serravalle Noir 2008 ,presso l'oratorio della Vergine Assunta in località Serravalle Alto(PT),si terranno due convegni su temi legati al genere giallo.
Alle ore 15,30,a cura del Club Amici del Giallo di Pistoia verrà trattato il tema “La figura dell'investigatore nel Giallo e nel Noir”, con l'intervento di
Giacomo Aloigi, Cristina Bianchi, Giovanni Capecchi, Susanna Daniele, Chiara Guarascio, Luciano Luciani, Vitale Mundula, Daniele Nepi
che parleranno degli investigatori, scaturiti dalla fantasia dei più celebri autori dagli anni Trenta ai nostri giorni e delle loro tecniche di investigazione.
Coordinerà il dibattito Giuseppe Previti.
Seguirà il secondo convegno,coordinato dal magistrato Jacqueline Monica Magi, sul tema “Le indagini di polizia scientifica e Ris”.
Ospite d'onore della serata Luca Crovi.
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L'atmosfera è quasi asettica, con una scrivania, due comode poltrone, il telefono a portata di mano, il blocco per prendere appunti, i grandi vetri dai quali noi ci affacciamo perplessi.
L'unica nota stonata in quello che potrebbe sembrare un normalissimo ufficio è rappresentata da un classico confessionale messo in un angolo, certo riservato ai più timidi o ai conservatori ad ogni costo.
Ci troviamo all'interno di una delle navate di Notre-Dame. Poco più in là un vasto bancone illuminato che vende ricordi e santini contribuisce ancora di più a sminuire quel poco di sacralità che la magnifica cattedrale riesce a malapena a salvare dall'assedio implacabile di torme di turisti frettolosi e fotografanti.
Di fronte al metodo moderno di confessarsi provo una certa irritazione. E non è un cieco attaccarsi alla tradizione, non è un richiamarsi alla italica e dunque cattolica cultura; è una specie di fatto estetico, è il fastidio quasi fisico che provo quando la conversazione dei due oltre il vetro è interrotta dal telefono e il prete inizia a parlare e sorride e prende nota, certo ha fissato un appuntamento.
Non possono gestirmi con fare così manageriale, tecnico, privo di sentimento, di sofferenza e di mistero quella fede di così difficile conservazione che purtroppo io un giorno, forse proprio per questo, persi.
Attoniti, lasciamo Notre-Dame. Più tardi, tra i marmi severi della deserta Madeleine, nelle sue luci fioche, ritrovo finalmente la solenne distinzione tra il sacro e il profano e, con discrezione, ne gioisco.

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Colonnine, statue, altorilievi e guglie adornano Notre-Dame.
Vi si legge dietro il lavoro oscuro di centinaia di artigiani ognuno dei quali ha contribuito individualmente, con genio o con semplice manualità, a questa secolare opera.
E' la somma di molteplici e variati sforzi come questi che ci ha regalato i talora asimmetrici capolavori medievali.
Ora non esiste più niente di simile; le costruzioni moderne sono monumenti immensi a gloria del loro unico artefice: l'architetto.

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Sono stato alla Defense, il quartiere moderno. Lì tutti i migliori architetti hanno realizzato ognuno il suo grattacielo. Tutti questi grandissimi palazzi sono coordinati in un vasto complesso interdetto alle macchine e decorato da giardini e fontane.

La Defense è molto bella, è la migliore espressione complessa di architettura moderna che io sinora abbia visto ma è una bellezza geometrica e razionale, liscia di specchi e acciai, vi regna un'armonica simmetria di squadre e compassi che non dispiace, che rallegra ma che non può commuovere perchè manca di pàthos, di drammaticità.
Un grattacielo nasce dallo sforzo di una azienda, non dal contributo totale di una città e nasce in cinque anni, senza coinvolgere i decenni e i secoli. Ma soprattutto, come ho già detto, geometria e simmetria ben poco concedono all'apporto dei singoli. Unico resta l'architetto; per gli altri rimane la consueta alienazione della produzione industriale di massa.

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Siamo stati, come d'obbligo vista l'eccezionalità dell'esposizione, a visitare la grande mostra degli impressionisti tenuta nel grazioso museo Jeu de Paume. Un'amica, esperta di storia dell'arte, ci spiegava con ardore quello che osservavamo raddoppiando in tutti noi interesse e piacere.
Fu lì che compresi, mai troppo tardi, come sia importante avere una buona guida che oltre che "vedere", faccia "capire" le cose.
Pur nella nostra modesta cultura artistica azzardammo pareri e giudizi e nacquero discussioni ed addirittura fazioni.
Io, che amo i paesaggi, presi ad adorare Monet e tra i minori gradii Sisley e Pizzarro.
Il fatto che apprezzassi solo in parte Renoir e per niente Cézanne, Manet, Toulouse Lautrec e Van Gogh fu considerato da taluni provocatorio e forse in parte lo era: spesso accade, infatti, nelle discussioni, di radicalizzare le proprie tesi per il solo gusto di contrariare gli altri.

Comunque, a parte questi divertimenti retorici e sofistici, l'importante è ricordarsi sempre che al di là delle preferenze, che in quanto tali sono soggettive ed arbitrarie, quel che conta è osservare e confrontare, esaminare tutto con attenzione ed umiltà, vedere se in qualche modo riusciamo ad ampliarci ed arricchirci. Ma questo naturalmente vale in ogni cosa, non solo per le mostre.
Peccato che tutto ciò non sia semplice da ricordarsi; così spesso mi accorgo che, senza volere, umilmente pontifico.

Foto di Akio (Caro televip e A video spento)