Sul blog di Barbara Garlaschelli è stata lanciata una sorta di iniziativa-concorso: inviare un racconto non superiore a 1.800 caratteri (spazi inclusi) "riguardante un episodio della vostra vita che ritenete significativo quindi deve essere un racconto autobiografico o di fantasia ma comunque in prima persona".
Lavorando di cesello e limando carattere per carattere sono riuscito a far rientrare sotto il 1.800 caratteri il mio racconto "Una sera".
Non so se sarà prossimamente selezionato ed inserito nel blog di Barbara Garlaschelli, ma, per evitarvi la fatica di andare ogni tanto a controllare se è stato pubblicato o meno, provvedo a pubblicarlo qui di seguito, così ci togliamo il pensiero.
UNA SERA
Quella sera l'uomo era stanco. Non nel fisico, o almeno, non solo in quello. Era tutta la rete della sua vita che lo affaticava. L'uomo aveva pensato quella sera. Ogni tanto capita, e non è facile, allora.
Entrò nella stanza semibuia con il biberon. Si sedette sul letto della bambina e le dette il latte. Poi, mentre lei beveva, iniziò come tutte le sere a raccontarle una storia. Era un'altra avventura di Dot, la formichina. La bambina con una mano sorreggeva il biberon e nell'altra stringeva forte il pupazzetto che rappresentava quel piccolo insetto. Ascoltava attenta il padre. Lui era stanco e sentiva un peso forte al cuore. Pensò che l'unica cosa che poteva fare, l'unica sua speranza, era chinarsi sulla bimba e, lentamente, baciarla. Poi le sussurrò nell'orecchio:
"C'era una volta una formichina che si chiamava Dot. Il padre di Dot non la baciava mai anche se le voleva molto bene. Non lo faceva, perché i grandi talvolta si vergognano di baciare i propri figli, ma l'amava tanto. Tutte le notti, quando Dot dormiva, il padre entrava nella sua stanza, si chinava sul letto e la baciava tante volte. Ma Dot dormiva e non si accorgeva di niente. Una notte, però, Dot era sveglia quando sentì qualcuno entrare nella camera. Rimase ferma nel letto, facendo finta di dormire. L'ombra si chinò su di lei e la baciò tre volte. Dot riconobbe suo padre e sorrise nel buio perché in quell'istante seppe che egli la amava. Anche dopo che il babbo se ne fu andato Dot continuò a sorridere. E tutte le notti andò a letto contenta perché sapeva che lui sarebbe venuto per baciarla. E fu così per tutta la vita … Fine delle storia…"
Ci fu un attimo di silenzio, poi l'uomo baciò la bimba.
Lei capì quella lacrima del padre, che le colò sul viso, solo molti anni dopo.
Stroncato dall'influenza, mi limito a segnalare che il mio racconto "Dante e Beatrice, diciotto vite spezzate" è stato incluso nella lista di racconti selezionati del premio Orme gialle (e sarà quindi inserito nell'antologia di questa edizione del premio).
La premiazione sarà presenziata da Carlo Lucarelli, presidente del circolo culturale Orme gialle, e si terrà sabato 2 febbraio a Pontedera presso l'Auditorium del Museo Piaggio di Pontedera.
Sono particolarmente contento, vista la buona tradizione di questo premio.
Adesso torno a letto, e sarà il caso, visto che per scrivere le dieci righe di questo post ci ho messo una mezzoretta buona.
Ho letto un libro di grande interesse per tutti gli scrittori di gialli e per i lettori appassionati del genere.
Sulla scena del crimine: CSI all’italiana di Chiara Guarascio. Edizioni il Molo.
Il libro è quasi un manuale di criminalistica che spiega le vere procedure adottate dalle forze dell’ordine italiane e fornisce alcune nozioni di medicinale legale.
L’autrice ha anche un ottimo blog di criminologia http://www.crimine.net/.
Il libro è molto interessante e fonte di numerose informazioni.
In alcune sue parti il tocco dell’autrice è più evidente e rende anche più piacevole la lettura. Altre sezioni sono meno curate e costituiscono sequenze di dati e notizie poco legate tra loro. Il libro, di cui ho la prima edizione, si potrà giovare nelle successive di un più curato lavoro di revisione di bozze ed editing.
Da leggersi con interesse e poi, per chi scrive, da tenersi sulla scrivania e da consultarsi all'occorrenza.
Non ho capito bene di cosa si tratti, ma Rosaria Lo Russo è una garanzia, e pertanto segnalo (e, se non capitano intoppi, ci vado pure):
mercoledì 23 gennaio, ore 19, LA CITE' via Borgo S. Frediano, 20R - Firenze
presentazione di un vero e proprio gioiello: "Palinsesti" (ZONA), un canzoniere catodico che tratta dell'"usa-e-getta patinato" della cultura di massa, tra Wanna Marchi e i Puffi, le veline e i cartoni animati scritto dal giovane poeta fiorentino Marco Simonelli. Ne parleranno Rosaria Lo Russo e Tommaso Lisa.
L’occasionissima del lunedì, ovvero la pagina del mio sito www.calamandrei.it che ogni lunedì consiglio di leggere, questa volta è la home page del sito stessa.
Visto che la pagina stava diventando un po' caotica, l'ho risistemata, in maniera, spero, più chiara.
Sto inoltre pensando di creare una sezione del sito in cui pubblicare i post più significativi di Calablog.
Qui, d'altronde, sto segnalando le pagine più significative di www.calamandrei.it .
E' proprio vero che, per gli "scrittori", quello che essi scrivono è come il maiale: non si butta via nulla.
Ho idee abbastanza precise sull'argomento mafie.
E' un discorso un po' lungo. Per il momento vorrei solo dire che secondo me la lotta alle mafie è indubbiamente la prima priorità dell'Italia (anche se considerassimo la cosa soltanto dal punto di vista economico: si parla di scarsa crescita economica del nostro Paese, di problemi occupazionali e di evasione fiscale fornendo le ricette più disparate a questi problemi senza che mai venga citata nel dibattito l'influenza su questi fattori dell'esistenza di ampie fette di territorio non soggette, di fatto, al controllo dello Stato. Il CENSIS nel 2003 ha quantificato gli effetti della presenza mafiosa, per le imprese meridionali, in 7,5 miliardi di euro l'anno negli ultimi 20 anni. La stessa presenza comporta la perdita di 180.000 nuovi posti di lavoro ALL'ANNO. Per quel che riguarda il fisco, guardando la cosa da un punto di vista sostanziale e non morale, mi chiedo con che faccia lo Stato possa pretendere da un commerciante di emettere gli scontrini quando lo stesso commerciante deve pagare il pizzo tutti i mesi, ha il negozio sommerso dai rifiuti e se gli capita di andare in ospedale deve pregare il Cielo perchè questo gli consenta di tornare a casa vivo).
E' facile immaginare quale Paese saremmo se ci liberassimo del fardello mafioso, o, almeno, lo riducessimo. Invece non se ne parla mai, come se la cosa non esistesse. Mi sembra sempre di rivedere il film di Benigni, Jonny Stecchino, dove lo "zio" illustra le piaghe della Sicilia (l'Etna, la siccità e ... quella senza dubbio più importante: ... il traffico)
http://www.youtube.com/watch?v=KRE6eSjfSSk
L’occasionissima del lunedì, ovvero la pagina del mio sito www.calamandrei.it che ogni lunedì consiglio di leggere, questa volta, avendone parlato nel precedente post, non può che essere la pagina del mio sito che si chiama pagina La mia biblioteca , dove sono riportati, prima o poi, tutti i libri che ho letto o che leggerò (con indicazione dell'età in cui li ho letti e vari brevi commenti).
A tal proposito, lì scrivo: