Calablog

Blog di Sergio Calamandrei www.calamandrei.it

Chi sono

Utente: scriverecala
Nome: Sergio Calamandrei
Mi piace scrivere. Prima l'ho fatto solo per me, poi ho creato www.calamandrei.it, quindi ho pubblicato il romanzo: L'UNICO PECCATO - Amore e morte alla Biblioteca Nazionale di Firenze. Ora vado avanti, con vari racconti e un sequel. ..................e-mail= scrivere[chiocciola]calamandrei.it

IL MIO SITO

WWW.CALAMANDREI.IT

Partecipano

Foto recenti

Vedi altri media

Dalla mia libreria su aNobii

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 30 novembre 2007

Grammatica (drammatica)

Io e Carlo Menzinger ogni tanto, in fase di revisione di quanto scritto in comune, ci scambiamo dotte (?) disquisizioni sulla grammatica italiana.

Pubblico un estratto di queste conversazioni on line, con alcune mie osservazioni sulla punteggiatura nei dialoghi.


Ho letto vari libri di grammatica e sono giunto alla conclusione che le regole della grammatica italiana sono ben meno "codificate" di quanto si potrebbe supporre. Ovvero: su molti punti ognuno ha le sue interpretazioni e fa come vuole (rileggendo questa mail mi è venuto in mente la virgola prima del "ma". C'è chi la vieta in senso assoluto, come sosteneva la mia vecchia maestra e per anni sono andato avanti seguendo questa indicazione, chi la vorrebbe sempre, chi dice di distinguere caso per caso).
Inoltre è bene conoscere le regole base, ma queste possono poi essere talvolta consapevolmente violate per raggiungere effetti particolari.
 
Per la puntaggiatura nei dialoghi, poi l'anarchia è totale. Basta scorrere i vari libri italiani moderni che ognuno ha nella propria libreria.
Io, ad esempio, in sede di pubblicazione de L'unico peccato, ho convenuto con l'editore di eliminare le virgole prima degli incisi, che rappresentano sostanzialmente un inutile appesantimento, dato che la pausa nella frase viene già determinata dall'inciso.
Quindi io ormai:
 
- Ho mangiato pere, - precisò Paolo - mele e mandarini.
 
lo scrivo sempre
 
- Ho mangiato pere - precisò Paolo - mele e mandarini.
 
Detto questo, in linea di massima, il fatto che nei dialoghi la punteggiatura dovrebbe seguire quanto precede l'inciso potrebbe anche tornarmi. Vedo però, che nelle ultime cose che sto scrivendo tendo a eliminare anche il punto, oltre che la virgola, prima dell'inciso, e a far scivolare il punto al termine dell'inciso quando voglio che la frase successiva inizi con una maiuscola (alla fine, la punteggiatura dipende da come voglio che inizi la frase successiva. E' lei che comanda, non la conclusione della frase precedente).
Ad esempio.
 
Lui scosse la testa. – Tutte le cameriere sono orientali – disse. – Al massimo, tra i maschi, abbiamo alcuni ragazzi dei paesi dell’est europa.
 
- Inginocchiati – disse.
 
- E tu chi minchia sei? – disse la mia bella


Per chi volesse approfondire la  conoscenza della sconcertante inesistenza di regole codificate per la grammatica italiana

consiglio

Bice Mortara Garavelli
  • Prontuario sulla punteggiatura Interessante analisi della punteggiatura. Mi serviva a chiarirmi alcuni dubbi sulle regole della grammatica italiana. Mi ha confermato che le regole della grammatica italiana sono abbastanza evanescenti e ognuno fa come gli pare.

e, semplicemente, segnalo

 

  • Fare il punto di Autori vari della Scuola Holden di Baricco. Un opuscolo con note sulla punteggiatura allegato alla serie di fascicoli “Scrivere” della De Agostini. È un libretto che tratta la punteggiatura da un punto di vista “filosofico” più che tecnico. Tutto molto gigioneggiante e di poca utilità pratica.
 
Scuola Holden
postato da: scriverecala alle ore 09:15 | link | commenti (7)
categorie: scrivere, cose da tenere di conto
mercoledì, 28 novembre 2007

Poeti a tutta birra

Venerdì scorso, poi, dopo la presentazione di Leoni, in un momento di autolesionismo ho mangiato due hamburger da McDonald e sono andato a vedere il Poetry Slam alla Stazione di Confine (l'autolesionismo è riferito agli hamburger, non alle poesie; anche se taluno potrebbe pensare il contrario).

Dire che ho avuto qualche problema a raggiungere la Stazione di Confine, posta in cima ad una Via Pisana a senso unico, in una zona funestata da cantieri e strade interrotte per lavori, è un eufemismo.

Basti rilevare che sono finito due volte a Scandicci e, alla fine, non trovando altra soluzione, mi sono fatto un lungo tratto di via Pisana chiusa al traffico bucando un enorme cartello di divieto di accesso (si può essere multati per confessioni rese sul blog? Direi di no: come testimoniano il mio romanzo e i miei racconti, sono uno che si immagina storie e fatti non realmente accaduti. Tutto quanto sopra detto è solo una drammatizzazione che non ha alcuna attinenza con la realtà. Detto questo posso proseguire nuovamente tranquillo).

Insomma, mi sono perso le eliminatorie e ho visto solo il girone finale dello scontro tra poeti. Come mi aveva preannunciato Rosaria Lorusso, più che a poesia ho assistito al "cabaret della poesia", con il pubblico che applaudiva e rideva spesso e volentieri. Simpatici i poeti, e bravi a recitare i loro testi. Alla fine ha vinto Tommaso Lisa, se non erro.

Al termine dell'esibizione mi sono trattenuto lungamente a un tavolo ingombro di bottiglie di birra insieme a Fabio e Fabrizio, due bloggers conosciuti alla cena dei bloggers fiorentini del 14 aprile 2007. Siamo rimasti a conversare fino a quando non sono venuti a spengere le luci del locale. Ottima serata; ci siamo ripromessi di rincontrarci al più presto, senza lasciar passare altri sei mesi. Ci sarà occasione: è previsto che ci sia un poetry slam ogni mese.

postato da: scriverecala alle ore 15:49 | link | commenti (8)
categorie: poesie, vita vissuta
martedì, 27 novembre 2007

Un mare in onda

Per completare il quadro relativo a Un mare di Delitti, pubblico questa mail ricevuta da Graziano Braschi.

Ne approfitto per segnalare anche Orient Express.


"Solo per navigatori toscani, mi spiace...
UN MARE DI DELITTI (Editrice Laurum), l'antologia giallo-marina, ha davvero attraversato, in due-tre mesi, un "mare" di presentazioni! Grazie soprattutto a Paola Alberti e Roberta Lepri, ma anche ad altri autori ed amici. Ora a conclusione di un primo ciclo (chiamamolo così...) di iniziative attorno alla bella raccolta di racconti di suspense e di paura, vi indico la puntata di "Invitato speciale" che Canale 10 metterà in onda sabato 1 dicembre, ore 19.45 (replica: lunedì 3 dicembre, ore 12.00), in cui ho conversato con Umberto Cecchi, per oltre mezz'ora, soprattutto su Un mare di delitti.
Canale 10, mi risulta, si riesce a vedere in buona parte della Toscana...
 
Per i navigatori in Rete...
Da tempo apprezzo l'equilibrata bellezza delle copertine che la "vetrina" di Orient Expresshttp://www.zaffoni.it) propone per i racconti degli autori ospitati, noti e meno noti: tutti bravissimi (a memoria, c'è Lucarelli, Claudia Salvatori, Danilo Arona,... ma insomma andate ad enumerarli voi!). (
Ora, dopo che anch'io sono entrato in vetrina con un paio di racconti, devo dire che l'apprezzamento è diventato, oltre che piacevole, "sinergico": ammirando la copertina del  secondo racconto, Gaudiosi pellegrinaggi, ho scoperto come Bruno Zaffoni m'avesse indicato il potenziale sviluppo del racconto volutamente incompleto, senza dubbio ambiguo e criptico! Grazie, Bruno!
http://www.zaffoni.it/pdf/braschi_pellegrinaggi.pdf "

 

postato da: scriverecala alle ore 15:17 | link | commenti
categorie: libri, news, in televisione, un mare di delitti
lunedì, 26 novembre 2007

Venerdì sono riuscito ad andare alla Seeber alla presentazione de La Crociata delle Tenebre di Giulio Leoni. C'erano l'autore, Leonardo Gori e Graziano Braschi.

Tra il pubblico c'erano Daniele Nepi, Roberto Santini e il sottoscritto (e, purtroppo, noi tre rappresentavamo una non trascurabile percentuale del pubblico stesso; l'incontro è stato interessante ed avrebbe meritato migliore affluenza).

Giulio Leoni è molto simpatico e alla fine ho comprato e mi sono fatto dedicare una copia del suo libro. Dubito ormai di riuscire a smaltire in tempi umani la mia lista dei libri da leggere.

Nel corso della presentazione, Graziano Braschi ha citato l'intervento di Menzinger su questo blog (riportato nel post  L'ucronia di Leoni) chiedendo a Leoni se il suo romanzo potesse essere considerato ucronico. L'autore ha risposto che nel romanzo rispetto alla realtà storica ci sono dei personaggi che tentano di anticipare, in un certo senso, quanto Cola di Rienzo poi fece una quarantina d'anni dopo nella medesima città di Roma. C'è quindi, più che ucronia, una immaginaria anticipazione di certi temi che poi furono espressi dalla Storia solo qualche anno più tardi.
Interessante mi è parso anche un altro punto: la vicenda si svolge prima che Dante scriva la Divina Commedia; ebbene, Leoni inserisce nel romanzo varie scene o immagini che ricordano quelle che poi saranno inserite dal Poeta nel suo lavoro, come se egli si fosse ispirato per scrivere la Divina Commedia alle vicende che il romanzo ci racconta.
Non saprei se questo meccanismo (immaginare che la storia romanzata abbia influito sulla storia vera) sia configurabile in qualche modo come ucronia, ma mi pare comunque un'idea stimolante.

 

postato da: scriverecala alle ore 15:02 | link | commenti (3)
categorie: libri
venerdì, 23 novembre 2007

L'ucronia di Leoni

Carlo Menzinger, autore ucronico per eccellenza (ha aperto anche un forum sull'ucronia in www.liberodiscrivere.it), commentando il mio post precedente che parla del romanzo di Leoni, osserva:

Ecco un bell'esempio di ucronia che probabilmente nessuno definisce tale. Forse neppure l'autore sa di aver scritto un'allostoria, ma dalla trama che riporti, sembrerebbe averne tutte le caratteristiche. La "domada ucronica" che lo genera è: "cosa sarebbe successo se Dante si fosse imbattuto in un delitto?"

Io, invece, ho una visione più ristretta dell'Ucronia.

Per come la vedo io l'Ucronia (o Allostoria) racconta una storia in cui la Storia (con la S maiuscola) ha uno scarto rispetto alla Storia che conosciamo.

Lo scarto deve essere rilevante e non immediatamente riassorbito dal fluire degli eventi.

Inoltre, le conseguenze di questo scarto devono avere un ruolo importante nel racconto. Quindi se, come è presumibile, nel libro di Leoni Dante riesce comunque a sopravvivere alla sua indagine e a portare a termine la Divina Commedia si dovrebbe parlare di "storia romanzata" o di romanzo che utilizza personaggi storici, ma non di Ucronia.


Se, per caso, Leoni stabilisse invece che Dante termina la Divina Commedia ma ne cambia il contenuto di alcuni versi fornendo così, che ne sò, un'immagine diversa del Papato che influenzerà le future generazioni in un certo modo, allora potremmo dire che il romanzo è ucronico.

Alla fine, per risolvere questo dubbio, ci tocca per forza leggere La Crociata delle Tenebre di Leoni.

postato da: scriverecala alle ore 15:05 | link | commenti (12)
categorie: libri
giovedì, 22 novembre 2007

Giulio Leoni - La crociata delle tenebre

Dopo avervi raccontato del Machiavelli investigatore di Leonardo Gori (nei post Le Ossa di Dio - 1 e Le Ossa di Dio - 2), vi segnalo il Dante investigatore di Giulio Leoni.

Libreria Melbookstore >Firenze >via de' Cerretani 17r

Venerdì 23 novembre ore 19.00
Giulio Leoni
presenta il suo nuovo romanzo
La crociata delle tenebre
(Mondadori)

saranno presenti
Graziano Braschi e
Leonardo Gori

Roma, autunno del 1301. Dante Alighieri, a capo di un'ambasceria fiorentina, raggiunge la Città Santa lungo il Tevere. Ma un sinistro presagio grava sul suo arrivo: nel porto di Ripetta è stato appena ripescato un corpo straziato, che è solo l'ultimo di una lunga serie di cadaveri svuotati delle viscere e abbandonati nelle acque del fiume. In una Roma dove i monumenti del passato sono circondati da terreni incolti e da vicoli formicolanti di plebaglia, dove papa Bonifacio VIII sta chiuso nei palazzi del Laterano e le famiglie patrizie spadroneggiano indisturbate, Dante è costretto a interrompere la stesura del suo poema per indagare sul filo maligno che collega i delitti. Sulla sua strada incontrerà il pittore Giotto e il cabalista Manoello Giudeo, la bellissima figlia poetessa del senatore Saturniano Spada e un misterioso emissario del Khan di Persia, ma soprattutto un sarcofago che contiene il corpo straordinariamente ben conservato di una donna e le tracce del Segreto Capitolo, un ordine occulto che sembra insinuarsi fin nelle stanze papali, e che si riunisce nelle rovine sotterranee di un antico tempio di Iside. Così, mentre alcuni canti dell'Inferno finiscono nelle mani dell'Inquisizione, il sommo poeta si trova a dover difendere se stesso e insieme comprendere il disegno celato dietro l'apparente follia dei delitti del Tevere.

Giulio Leoni è nato a Roma, dove risiede tuttora. Laureato in Lettere, è un appassionato di storia della magia e dell'illusionismo. Nel 2000 ha esordito nella narrativa vincendo il prestigioso Premio Tedeschi con il romanzo Dante Alighieri e i delitti della medusa, seguito da I delitti del mosaico (2004) e I delitti della luce (2005), pubblicati da Mondadori: una serie fortunata tradotta nelle principali lingue del mondo.

 

postato da: scriverecala alle ore 08:55 | link | commenti (5)
categorie: libri, news
mercoledì, 21 novembre 2007

Menzinger: un fiocco azzurro su Splinder

E' arrivato su Spinder anche il mio amico Carlo Menzinger col quale ho scritto insieme diverse cose, tra cui il racconto pubblicato in Parole nel web.

Carlo è instancabile ed inarrestabile e ha una ricca attività letteraria di cui potrete trovare notizie nel suo sito personale.

Benvenuto.

postato da: scriverecala alle ore 09:03 | link | commenti (5)
categorie: i blog