Alla fine ho fatto anche questa, nella mia lunga marcia di outing letterario.
Dopo la non banale decisione iniziale di portare all’esterno quello che scrivevo, mi sono per prima cosa creato un sito internet, poi ho constatato che se non mi davo una mossa il mezzo romanzo che avevo a candire nel cassetto sarebbe tristemente ammuffito lì e allora l’ho portato in fondo.
Ho poi compreso che avere un dattiloscritto completato e non provare a farlo leggere a qualcuno aveva poco senso e quindi l’ho sottoposto agli editori.
Dopo che il romanzo era stampato avevo finalmente il mio libro, ma a quel punto mi è parso naturale e necessario cercare di farlo leggere a più persone che potevo (altrimenti tanto valeva rimanere col mezzo romanzo nel cassetto). Sono partite quindi le mail con cui informavo un mucchio di gente che oltre ad essere la persona seria che conoscevano ero anche uno che gli era preso di scrivere un romanzo. E poi ci sono state le presentazioni.
A quel punto, essendo già a tutti nota la mia doppia vita, mi sono preso anche la soddisfazione di aprire questo blog, tanto ormai.
E ora l’ultimo passo (per adesso) del mio outing.
Sono stato ospite di una trasmissione televisiva sui gialli.
Ogni sabato sera, in seconda serata, su TVL TV Libera Pistoia, Stefano Fiori e Giuseppe Prevìti conducono la trasmissione Giallo Pistoia. Il programma dura circa un’ora e consiste essenzialmente nell’intervista a un giallista, di solito toscano, che presenta la sua ultima opera.
TVL Pistoia non la prendo neanche troppo bene qui a Firenze, e lo studio è “nudo e puro” come nelle TV libere di una volta (delle sedie con dietro uno sfondo e due schermi) ma la trasmissione è interessante e mi piace l’idea che a qualcuno (nel caso di specie: l’associazione GIALLOPISTOIA-CLUB AMICI DEL GIALLO) sia venuto in mente di farla.
Alla fine, quindi, sia pure in un contesto locale, mi sono ritrovato ad essere microfonato e ad osservare le lucine rosse che si accendevano sulle telecamere. Poi ho iniziato a parlare di gialli e del mio libro e mi è parso che il tempo sia volato via in un baleno.
La mia puntata andrà in onda su TVL questo sabato (31/3/07) alle 23.30 e in replica domenica (1/4/07) alle 17.30.
Scrivere è mettersi in gioco. Ma mi pare di aver capito che il gioco non si ferma dopo che hai finito di comporre il tuo testo. Tanto di quel gioco, forse, inizia da quel momento in poi.
TUTTI I MALI DEL MONDO
"Quante volte per altri è vita quello che per noi è un minuto"
Francesco Guccini - "Antenòr" - Metropolis - 1981 Emi Italiana SpA
Te ne rendi conto d'improvviso mentre ascolti distratto quel che ti sta narrando il tuo amico. Già lo avevi confusamente intuito prima, quando gli stavi raccontando di quel tuo spaventoso incidente che per qualche istante ti aveva portato al cospetto della morte.
Già allora, parlandogli, avevi notato sgomento che dalle sue parole, dai suoi occhi, dal suo atteggiamento traspariva nettissima una velata sensazione di noia e che egli si frenava a stento dall'interromperti e dal raccontarti l'incidente avvenutogli qualche tempo prima.
Appena tu avevi smesso di parlare, subito egli aveva iniziato a narrarti della sua disavventura automobilistica e di quelle accadute a tanti suoi amici e parenti; il tuo incidente era per lui diventato solo il pretesto per dare la stura ad una serie di ricordi forse vivissimi nella sua mente, fors'anche dolorosi ma che, a dire il vero, non ti interessano minimamente e che ascolti annoiato e quasi seccato perché ti pare che tutti questi incidenti e questi scontri e tamponamenti tendano a sminuire l'importanza del tuo che, come sai bene, è stato unico ed irripetibile ed importantissimo per la tua vita.
Allora ti rendi conto che questa tua noia, questo tuo fastidio, questa strana indifferenza sono le stesse sensazioni che aveva precedentemente provato il tuo amico mentre gli stavi parlando.
Confuso, scuoti la testa e comprendi che quegli episodi che il tuo amico ti sta raccontando e che a te paiono aneddoti un po' noiosi, per altre persone sono stati causa di sangue e di lacrime e che la tua indifferenza è colpevole e vile, come colpevole e vile ti era parsa prima quella del tuo interlocutore.
Allora capisci come tutto sia spaventosamente relativo e come quel grande amore che ti ha ucciso il cuore possa per altri essere solo un minimo elemento di una casistica infinita e scontata.
Eppure tu lo sai che da allora il tuo cuore si è fermato e che quella banalissima cosa è stata il momento più importante della tua vita.
Ci ripensi, ti balocchi un poco con questa idea, poi concludi che non possiamo partecipare ai dolori di tutta la gente del mondo, che già ci bastano i nostri.
Quindi, con un sorriso strano, un po' cinico, un po' amaro, annuisci alle ultime parole del tuo amico e ti volgi verso una finestra a goderti lo splendore del disco d'oro che tramonta.
Domenica, riposo: mi limito a postare, dunque, un estratto de L'unico Peccato.
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Aveva conosciuto quella che sarebbe diventata sua moglie a una cena, a casa di amici. Questi l'avevano invitata per cercare di accoppiarla con un altro loro conoscente che la trovò subito odiosa. Lei aveva iniziato a fare pratica in uno studio legale e in effetti, non si sa per quale motivo, a quel tempo si dava parecchie arie. Era una ragazza mediamente carina, “potabile” aveva commentato lui con gli amici, e a quell'epoca portava una treccia di capelli castani lunghissima. Adesso, invece, aveva un taglio corto molto meno dolce. A quella cena, Clara chiese se qualcuno era interessato ad andare a vedere con lei un film di un regista polacco che durava tre ore e faceva parte di una quadrilogia (di complessive tredici ore e mezza) alla realizzazione della quale detto cineasta aveva dedicato gli ultimi venti anni della propria vita. Anni sprecati, almeno a giudicare dalle reazioni degli altri commensali, che andarono dai cortesi dinieghi alle energiche toccate di palle. L'unico che si mostrò disponibile fu il Gasperi. Sabato dopo si recarono al cinema e ne uscirono confessandosi entrambi, dopo qualche resistenza, che avrebbero preferito spararsi in bocca piuttosto che vedere un qualsiasi altro pezzo della quadrilogia. Andarono poi in un fast-food e rimasero a mangiare hamburger e bere Coca-Cola fino alle tre di notte. Decisero di rivedersi e così ebbe inizio un lungo corteggiamento che Giulio tirò avanti per cinque mesi senza decidere di provarci. Da parte sua, Clara sarebbe già stata disponibile sin da subito e stava iniziando ormai a disperare. Aveva provato in tutti i modi a farglielo capire e si era infine rassegnata a dover fare lei la prima mossa. Era indecisa soltanto se parlargli, cosa che trovava francamente imbarazzante e un po' fredda, oppure se saltargli addosso, che però, a parer suo, faceva un po' troppo mignotta. Alla fine, mentre passeggiavano una sera sul belvedere di Piazzale Michelangelo, Gasperi mise il piede in una buca e le andò a sbattere contro senza volerlo; lei fece finta di equivocare e gli sussurrò mettendogli le mani al collo: – oh, Giulio, era tanto che aspettavo questo momento… – dopodichè lo baciò. Si sposarono dopo tre anni di fidanzamento.
Questi di Cascina Macondo mi fanno morire.
Non è assolutamente il genere di iniziativa a cui vorrei partecipare ma mi fa piacere che al mondo esista chi si dedica a queste cose. Dunque posto questa comunicazione che ho ricevuto.
DOMENICA 15 APRILE 2007
si può partecipare di persona o via email
(puoi leggere tutti i dettagli dell'iniziativa e i testi finora prodotti a Scritturalia su:
Appuntamento al mattino (puntualissimi) alle 9.30.
Ognuno porta il suo pranzo al sacco, la sua merenda sinoira, le sue bevande.
Il tutto verrà poi condiviso all’ora del pranzo e della merenda
con gli amici intervenuti.
Oltre al cibo da condividere
ogni partecipante a Scritturalia porta un personale DONO IN NATURA a Cascina Macondo
a parziale copertura delle spese di organizzazione.
Un dono in natura che possa conservarsi per un po’.
Bottiglie di vino, olio d’oliva,
zucchero, farina, caffè, ortaggi sott’olio, sottaceti,
rotoli di scottex, risme di carta da 80 grammi per stampante,
e quant’altro l’immaginazione e la fantasia vi suggeriscono.
Che il dono sia un pacchetto incartato,
con fiocco e biglietto firmato, e una parola, o una frase,
per avere il piacere di sentire nel silenzio della giornata finita
l'eco incoraggiante e affettuoso della vostra presenza.
Ognuno porta il suo computer portatile,
o la macchina per scrivere, o la biro, o la stilografica,
o la penna d’oca, l’inchiostro, i fogli,
e quant'altro ritiene opportuno per scrivere un giorno intero
una scrittura estemporanea un gioco creativo
una domenica immersi nella parola scritta e raccontata.
*
I partecipanti annotano su un biglietto un argomento a piacere.
Tutti i biglietti, piegati, vengono messi in una ciotola Raku. Azzurra.
Su un altro biglietto ogni partecipante scrive il proprio nome.
Questi biglietti vengono raccolti in un’altra ciotola Raku. Rossa.
Si estrae a sorte.
Due autori saranno abbinati a uno stesso argomento.
Dopo aver preso un caffè ci si sparpaglia per gli spazi di Cascina Macondo.
Salone, salotto, laboratorio, cortile, capannoni, orto, cucina, retro, ripostiglio,
sotto l’ombra del salice, sotto l’ombra del fico.
Ognuno insomma trova un posto che gli piace.
E qui comincia a scrivere a ruota libera sull'argomento che gli è toccato.
Un racconto, una poesia, un testo teatrale, una sceneggiatura, un romanzo breve,
un saggio, una filastrocca, una canzone, un fumetto,
con stile tono e libertà assoluti.
Alle ore 13.00 si pasteggia insieme con vino e chiacchiere.
Poi si ritorna a scrivere.
Nel tardo pomeriggio, verso le ore 16.00,
intorno al camino acceso d’inverno, nel salotto fresco d’estate,
ciascuno legge ad alta voce ciò che ha prodotto.
Alle ore 19.00 spaghettata finale
con aglio olio e pan grattato.
ALLE ORE 20,30 FINE.
ricordiamo che l’ascolto dei testi e la spaghettata,
fanno parte integrante di Scritturalia
Sto partecipando a un meritevole blog
http://bloggerfiorentini.splinder.com/
Io penso di poter contribuire a questo blog segnalando incontri con autori e presentazioni varie di libri in Firenze.
Alla fine ho partecipato davvero a quel concorso di haiku della Cascina Macondo .
Non ho usato l’haiku tombolato (vedi miei post del 1/3/07 e del 3/3/07 sotto il tag haiku); ho partecipato con tre dei quattro haiku che ho scritto in vita mia. Malgrado la mia poca conoscenza della materia mi ha affascinato la possibilità di vedere un mio haiku stampato su una bustina di zucchero (uno degli sponsor del concorso è, infatti, uno zuccherificio).
I tre haiku sono i seguenti:
Inverno gela
Inverno gela
amori infiniti.
E poi che resta?
Quando sorridi
Quando sorridi
e non me lo aspetto
è primavera
Svela l’autunno
Svela l’autunno
esplosioni di vita
di foglie rosse
Se qualcuno pensa sia il caso, può andarmi a votare.